Simona Vinci, con “La prima verita’” (Einaudi), ha vinto il premio CAMPIELLO. Vinci, alla sua terza finale, ha staccato di 13 voti Elisabetta Rasy, con “Le regole del fuoco” (Rizzoli). Terzo, l’outsider Andrea Tarabbia (“Il giardino delle mosche” edito da Ponte Alle Grazie).
Simona Vinci, con il romanzo La prima verita’ (Einaudi), si e’ aggiudicata la 54^ edizione del Premio CAMPIELLO, concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il CAMPIELLO – Confindustria Veneto. Il libro vincitore, annunciato sul palco del teatro La Fenice di Venezia, ha ottenuto 79 voti sui 280 inviati dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. Al secondo posto si e’ classificato Elisabetta Rasy, Le regole del fuoco (Rizzoli) con 64 voti, al terzo Andrea Tarabbia, Il giardino delle mosche (Ponte alle Grazie), con 62 voti, al quarto Luca Doninelli, Le cose semplici (Bompiani), con 41 voti, al quinto Alessandro Bertante con Gli ultimi ragazzi del secolo (Giunti), 34 voti. “Sono molto felice, e’ la terza volta che partecipo al CAMPIELLO e l’emozione e’ ancora piu’ grande. A questo libro ho dedicato molti anni e ci credevo molto” ha dichiarato Simona Vinci.
Quello di Simona Vinci è un libro che parla di pazzia, che mischia la storia di un manicomio-lager in terra greca a vicende che suonano personali: l’autrice l’ha definito “ambizioso, esagerato, poetico” frutto di otto anni di lavoro.
La serata, trasmessa in diretta su Rai5, e’ stata condotta da Geppi Cucciari e Neri Marcore’ che hanno introdotto alcune novita’, come una candid camera. Nel corso della serata anche il conferimento del premio Campiello opera prima a Gesuino Nemus con “La teologia del cinghiale” (Elliot), Campiello Giovani al racconto “Wanderer” (Viandante) di Ludovica Medaglia, liceale di 17 anni, milanese, Campiello Economia al giornalista e scrittore Dario Di Vico. Il premio Fondazione Campiello e’ stato assegnato a Ferdinando Camon.