L’Autorità nazionale anticorruzione ha riscontrato “carenze” e “irregolarità” nella verifica di 21 procedure di assunzione di dirigenti esterni da parte della Rai. Con una delibera depositata a firma del presidente Raffaele Cantone, l’Anac ha accertato “il mancato utilizzo dello strumento del job posting nello svolgimento delle procedure di assunzione oggetto di contestazione, fatta eccezione per la procedura di selezione relativa alla posizione di ‘Chief of Brand and Creative’; la sussistenza, con riferimento alla posizione di ‘CSO – Direttore Security & Safety’, di un’ipotesi di conflitto di interessi tra la persona selezionata e quella che ha curato la selezione; la sussistenza, con riferimento alle posizioni di “Direttore Staff della Direzione Generale’ e ‘Responsabile delle relazioni con i media presso la Direzione Comunicazione e Relazioni esterne’, di alcune irregolarità, che si rimettono alla valutazione del Ministero dell’economia e delle finanze, in quanto ministero vigilante”.
Lo scorso 27 aprile l’Usigrai aveva trasmesso all’Autorità una segnalazione in merito all’avvenuta assunzione, da parte della Rai, di 21 dirigenti esterni, in presunto contrasto con le procedure prescritte dal Piano triennale per la prevenzione della corruzione (PTPC) 2016-2018, con specifico riferimento alla ricognizione preliminare della disponibilità di risorse interne e all’utilizzo dello strumento del job posting. Le contestazioni mosse riguardavano in particolare le assunzioni di dirigenti esterni e la valutazione della correttezza dell’ammontare degli stipendi erogati dalla Rai ai propri dirigenti.
In particolare l’Anac ha riscontrato “mancato rispetto dell’obbligo in base a cui le procedure di reclutamento devono essere avviate sulla base di richieste formalizzate e motivate con la specifica indicazione delle esigenze della società; presenza di carenze con riferimento alla tracciabilità dei criteri di selezione e valutazione dei candidati, in quanto gli stessi risultano specificati, a parere dell’Autorità, solo con riferimento ad una procedura per la quale è stato pubblicato l’apposito job posting e a n. 3 procedure per le quali è stato affidato l’incarico di ricerca a società esterne di head hunting; presenza di carenze formali e sostanziali per n. 11 procedure su 12 con riferimento alle ricognizioni interne, in quanto le stesse, sebbene formalmente richiamate nei documenti ufficiali finali, risultano documentate e formalizzate soltanto in minima parte e secondo modalità non omogenee; mancato ricorso allo strumento del job posting, tranne che per la procedura di selezione relativa alla posizione di ‘Chief of Brand and Creative’; assenza dell’evidenza documentale delle candidature analizzate, fatta eccezione per le n. 3 procedure in cui si è fatto ricorso alle società di head hunting, sebbene nei documenti ufficiali finali si faccia riferimento, per ogni procedura di selezione, alla valutazione di una pluralità di candidature; disomogeneità dei documenti relativi alla conclusione delle procedure e dei relativi contenuti; presenza di motivazioni generiche a supporto delle scelte effettuate”. “Le rilevate carenze – sottolinea l’Autorità – solo in minima parte possono essere giustificate, così come evidenziato in sede di audizione dai vertici della società, con la novità della procedura di selezione per la prima volta utilizzata e con la riferita circostanza che alcune delle procedure erano state avviate prima dell’approvazione dell’aggiornamento del PTPC più volte citato”. “L’Autorità – si legge nella delibera – non deve valutare la legittimità o meno delle procedure di assunzione contestate e dei requisiti di partecipazione delle procedure concorsuali, così come anche specificato nel comunicato del presidente dell’Anac del 3 marzo 2015, né la legittimità dell’ammontare degli stipendi erogati dalla Rai ai propri dirigenti, bensì verificare l’effettiva applicazione e l’efficacia delle misure adottate nel PTPC ai fini della prevenzione della corruzione, anche fornendo indicazioni al RPC per l’aggiornamento del PTPC, con riferimento all’area generale di rischio ‘Acquisizione e gestione del personale'”.
Limiti e carenze Rai anche nell’assunzione a tempo indeterminato di Gianluca Semprini, arrivato da Sky a RaiNews24 con in tasca un contratto a tempo indeterminato e con la qualifica di caporedattore. Lo dice l’Anac nella delibera con cui oggi ha praticamente accolto la quasi totalita’ delle segnalazioni fatte nell’esposto dell’Usigrai in riferimento a 22 assunzioni esterne, tra cui alcune figure apicali di primissimo piano e stretti collaboratori del direttore generale. L’assunzione di Semprini, cui e’ stato affidato il programma ‘Politics’ che su Rai3 il direttore di rete Daria Bignardi ha voluto al posto di ‘Ballaro’, e’ stata annunciata dal direttore di RaiNews24 il 30 giugno scorso e segnalata all’Autorita’ anticorruzione il 12 luglio. L’Anac nella sua delibera, che verra’ trasmessa al ministero dell’Economia (azionista di riferimento Rai), segnala che per le 22 assunzioni (12 a tempo indeterminato, tra cui appunto e’ inserita quella di Semprini, l’ultima in ordine di tempo rispetto all’esame del ricorso, e 10 a tempo determinato) oggetto di verifica e’ contestato all’azienda di viale Mazzini “anche il presunto mancato rispetto dello Statuto della Rai”, approvato dal Cda nel febbraio scorso, che all’articolo 37 fissa nel 5% del numero dei dirigenti dipendenti in servizio alla chiusura del precedente esercizio “il numero massimo dei dirigenti non dipendenti (quindi esterni, ndr) della societa’ che possono essere assunti con contratto a tempo determinato”, assunzioni comunque “subordinatamente al possesso di requisiti di particolare e comprovata qualificazione professionale e di specifiche competenze attinenti all’esercizio dell’incarico da conferire”.
L’Anac precisa quindi che il limite del 5% fissato per le nomine di dirigenti esterni e la previsione di assunzione esclusivamente a tempo determinato “non sono applicabili con riferimento alle nomine effettuate dalla Rai fino a gennaio 2016, ossia prima dell’entrata in vigore della legge di riforma della Rai e del nuovo Statuto”. E dunque tale limite “allo stato attuale non risulta superato”, in quanto fa riferimento alle assunzioni di dirigenti esterni a tempo determinato, pari a 10, “e va calcolato sul numero dei dirigenti dipendenti in servizio alla chiusura del precedente esercizio, pari a 259” persone, come formalmente comunicato dal Responsabile per la prevenzione della corruzione della Rai con nota dell’8 settembre 2016. “Alla luce di quanto fin qui riportato, si ritiene di esprimere un apprezzamento positivo sul lavoro svolto” dallo stesso responsabile per la prevenzione della corruzione (in sigla RPC), “con particolare riferimento ai protocolli specifici individuati dal Piano triennale per la prevenzione della corruzione (in sigla PTPC) 2016-2018 al fine di mitigare i rischi di corruzione legati all’area di rischio ‘Gestione della risorse umane – Reclutamento'”. Al tempo stesso pero’ l’Autorita’ presieduta da Raffele Cantone “ravvisa la necessita’ di apportare, in sede di aggiornamento del Piano, ulteriori interventi migliorativi, al fine di ridurre il margine discrezionale dei soggetti coinvolti nei processi di selezione del personale e di rendere maggiormente incisive, efficaci, omogenee e tracciabili le attivita’ individuate dal Piano per ridurre i rischi di corruzione, rafforzando contestualmente il ruolo ed i poteri del Responsabile della prevenzione della corruzione, anche in virtu’ dei compiti a lui attribuiti in materia di vigilanza sull’osservanza del PTPC dalla l. n. 190/2012, a seguito delle recenti modifiche introdotte dal d.lgs. n. 97/2016”.