Botta e riposta tra Renzi e Smuraglia sulle riforme: stravolto lo “spirito della Costituzione”, secondo il presidente dell’Anpi; “dire che in gioco ci sia la democrazia e’ una presa in giro”, afferma il premier. La data del referendum sarebbe il 27 novembre. Renzi fischiato quando parla di lavoro.
Animato e partecipato confronto, moderato da Gad Lerner, tra il premier Matteo Renzi e il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia alla Festa dell’Unita’ di Bologna sul referendum costituzionale. Buona l’affluenza del pubblico con circa 4000 persone che hanno seguito il dibattito. Smuraglia ha motivato la sua discesa in campo per il no con la necessita’ di difendere lo spirito dei legislatori costituenti da una riforma che rischia di “stravolgere” la Costituzione. Il presidente del Consiglio ha replicato che dire che e’ in gioco la democrazia “e’ una presa in giro” nei confronti degli italiani”. “Questa riforma – ha detto il segretario del Pd – da’ all’Italia la possibilita’ di essere piu’ agile e piu’ veloce e non possiamo stare dietro a barocchismi che non difendono la democrazia ma difendono rendite di posizione.
“Ci siamo assunti il compito di mettere insieme più generazioni nel nome della Resistenza. Il nostro dovere è anche difendere la Costituzione. Una modifica è sempre ammissibile, ma quando c’è qualcosa che stravolge lo spirito dobbiamo schierarci a difesa della Costituzione. Secondo noi sarebbe un danno se passasse questa riforma e quindi ci battiamo per non farla passare. Non ci riguarda la questione del presidente del Consiglio. Un governo cade in ogni Paese quando non ha più la fiducia del Parlamento”. Così il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, intervenendo al dibattito sul referendum con il premier, Matteo Renzi, alla Festa dell’Unità di Bologna.
“Pensavo che quella frase fosse un atto di responsabilità, in estate tutto il Pd mi ha detto di non parlarne più perché l’argomento stava oscurando il dibattito referendario: quello che sia giusto fare lo tengo per me, ma dico che questa riforma può rendere l’Italia più agile”, ha detto il premier alla festa dell’Unità di Bologna. “Ho detto – ha aggiunto Renzi rispondendo al moderatore, Gad Lerner sulla scelta di non legare più il suo incarico di presidente del Consiglio all’esito del referendum costituzionale – questo argomento lo tolgo dal tavolo e continuerò a non parlarne”.
“Se ci sono oggi 580mila posti di lavoro in piu’ dovete dire grazie a chi ci ha creduto. Chi di voi pensa che a forza di urlare che ci vuole piu’ sinistra si va a finire come con Bertinotti: si mandano a casa i nostri e si apre la strada alla destra”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi replicando ad alcuni ‘fischi’ arrivati dal pubblico della Festa dell’Unita’ durante il dibattito con il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, sul referendum costituzionale.
Il premier Matteo Renzi fischiato durante il dibattito. “In questi due anni ci sono più diritti per tanti e per tutti…”, stava dicendo Renzi quando è stato interrotto dalla platea. Renzi poi si è rivolto a uno dei presenti che rumoreggiava. “Le auguro di prendersi una buona camomilla quando esce di qui”, ha detto.
Alcuni presenti in platea rumoreggiano quando Carlo Smuraglia parla di “un disegno” dietro la riforma costituzionale e allora Matteo Renzi da’ lo stop: “Vi chiedo di non fischiare il presidente dell’ANPI alla Festa dell’Unita’”, dice in un passaggio del dibattito di Bologna. Replica di Smuraglia: “Per me fischiate pure, io parlo lo stesso”. In realta’ le opposte claque tra il pubblico sembrano equivalersi