E’ ‘vietato dall’ordinamento e’ tale dovrebbe rimanere’ il riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali, dice il ministro leghista della Famiglia Fontana e riaccende lo scontro mai sopito nella maggioranza. ‘Fermi la propaganda e apra il dialogo’, replica il sottosegretario alle Pari Opportunita’ del M5s Spadafora, e la sindaca 5Stelle di Torino Appendino afferma che sotto la Mole le registrazioni ‘andranno avanti’ comunque.
Stop ai riconoscimenti di figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero grazie a pratiche vietate in Italia come la maternita’ surrogata: “Il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papa’” e’ una delle questioni a cui “il governo dara’ voce e difesa in ogni sede”, ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Torna cosi’ al centro del dibattito il tema delle trascrizioni degli atti di nascita di figli di coppie omosessuali, con le dichiarazioni del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, alle quali si sono aggiunte le parole di Salvini. “L’utero in affitto e la compravendita di gameti umani e di bambini sono fattispecie delittuose, sono reati – ha detto Salvini, nel corso del question time al Senato – finche’ campo e finche’ sono membro di questo governo – ha aggiunto – l’utero in affitto e i bambini in vendita non esisteranno in Italia come pratica, perche’ lede i diritti dei bambini, delle mamme e dei papa’”. E Fontana, sentito in audizione dalla Commissione Affari sociali della Camera, ha rilevato che “il diritto di famiglia non puo’ tenere in conto il riconoscimento di genitorialita’ di bimbi concepiti all’estero da coppie dello stesso sesso, tramite pratiche vietate come la maternita’ surrogata o l’eterologa, non consentita a coppieomosessuali”. Dal Viminale, intanto, e’ stata chiesta all’Avvocatura dello Stato una “valutazione legale” prima di “definire linee di indirizzo che ho intenzione di diramare alle prefetture e agli enti locali interessati”, ha sottolineato Salvini, secondo il quale uno dei “punti fermi” e’ l’indicazione, negli atti di nascita, “quali genitori, la madre partoriente e il padre biologico”.
Non si e’ fatta attendere la reazione dell’Arcigay: “La misura e’ colma: Salvini e Fontana la smettano di fare propaganda sulla pelle dei bambini”, ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. “Il continuo tuonare dei due rappresentanti del governo contro la stabilita’ familiare e affettiva di bambini e bambine e’ un fatto ignobile e immorale. Sono i tribunali a ordinare il riconoscimento di quei bambini, perche’ l’interesse del minore viene prima di tutto, specie delle squallide campagne di consenso dei ministri leghisti. Se i ministri credono di poter aggirare il potere giudiziario in questa Repubblica o sono due asini oppure agiscono al di fuori della Carta costituzionale: entrambe le ipotesi – ha concluso Piazzoni – sono gravi e intollerabili”.
“Su questi temi è necessario andare al di là delle battaglie identitarie, perchè tutto questo incide realmente nella nostra società e coinvolge i più indifesi, i bambini. Non esistono infatti, bambini di serie A o di serie B, tutti devono essere tutelati. Per questo la Corte Costituzionale, con la sentenza 162 del 2014, ha superato il principio espresso dalla legge 40 del 2004, per il quale vi doveva essere coincidenza fra genitorialità biologica e genitorialità sociale. Secondo la Corte Costizionale infatti, questo principio è illegittimo sul piano costituzionale e non costituisce un bene giuridico meritevole di protezione”. Vincenzo Spadafora, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle pari opportunità ed ai giovani, è intervenuto sulle ultime affermazioni del Ministro Fontana. “Il preminente interesse del minore – continua Spadafora – è l’unico principio che deve guidare tutte le scelte nella materia dello status familiare. Proprio per questo, secondo la giurisprudenza, è illegittimo il rifiuto dell’Ufficio di Stato Civile di iscrivere nei registri i bambini concepiti con tecniche di procreazione medicalmente assistita da coppie dello stesso sesso. Invito il Ministro Fontana a fermare la propaganda ed aprire un dialogo culturalmente serio, di riflessione e di discussione, per evitare che il nostro Paese torni 10 anni indietro, contravvenendo anche alle indicazioni della Corte Costituzionale”.
“Siamo orgogliosi che Torino sia stata la prima citta’ italiana a consentire alle coppie omogenitoriali di veder riconosciuto il diritto ai loro figli di avere entrambi i genitori”. Cosi’ la sindaca di Torino, Chiara Appendino. “Questa Amministrazione continuera’ a registrare sugli atti di nascita l’annotazione che attesta il riconoscimento dei bambini da parte di entrambi i genitori dello stesso sesso”.
“L’interesse di un bambino, di qualunque bambino, è di essere amato incondizionatamente dai suoi genitori. La registrazione dei figli di coppie omosessuali è solo la certificazione di questo amore ed è nel totale interesse del bambino, non in contrasto. Le parole del ministro Fontana non sono condivisibili e voglio rassicurare i cittadini pratesi che il nostro Comune non si fermerà, continuerà a registrare i figli delle coppie gay come ha sempre fatto”. Il sindaco Matteo Biffoni chiarisce da subito quale sarà la condotta della città di Prato qualore il ministero “vietasse” le registrazioni dei figli di coppie omosessuali. “Le famiglie gay esistono e il ministro Fontana sarà travolto dall’amore di queste coppie e dei loro figli, non potrà mai far finta che non esistono”, ribadisce Biffoni. L’assessore Benedetta Squittieri sottolinea: “Abbiamo già fatto registrazioni di figli di coppieomosessuali ogni volta che un nostro cittadino ne abbia fatta richiesta e continueremo su questa linea. Esiste un mondo vero, reale, fatto anche di famiglie arcobaleno. Il ministro Fontana smetta di ignorare questo mondo con affermazioni che lasciano allibiti. Questi bambini esistono e hanno il diritto alla bigenitorialità”.