La polizia russa torna a usare il pugno di ferro contro gli oppositori: agenti in assetto antisommossa hanno portato via oltre 100 persone a S.Pietroburgo.
Sono 290 le persone arrestate fra i partecipanti alle manifestazioni a sostegno del noto oppositore politico russo Aleksej Navalnyj, tenutesi ieri in tutto il paese. Stando alle informazioni diffuse dal portale “Ovd-Info”, che segue da vicino questi avvenimenti, alle proteste avrebbero partecipato meno persone rispetto a quelle organizzate il 26 marzo e il 12 giugno scorsi. Tuttavia a Mosca i circa 300 manifestanti presenti, perlopiu’ di giovane eta’, hanno tentato di occupare Piazza del maneggio e hanno resistito sino alla mezzanotte (ora locale) agli inviti della polizia a sgomberare l’area. Difficile comprendere cosa sia realmente accaduto in questa fase: alcuni dei manifestanti, infatti, hanno riferito che l’atteggiamento degli agenti di polizia e’ stato professionale, mentre altri hanno parlato dell’arresto ingiustificato di 11 persone.
La restante parte del gruppo di dimostranti ha imboccato la piu’ vicina stazione della metropolitana con varie destinazioni. Successivamente, pero’, gli attivisti hanno provato a ricompattarsi in una zona diversa della citta’, nei pressi della fermata della metro Chistie Prudy, non lontano dal luogo del loro precedente tentativo di occupazione. Le azioni di raggruppamento sono state coordinate attraverso un canale del social network Telegram. L’organizzazione di un corteo notturno ha richiesto circa un’ora e ha visto un presenza molto ridotta di manifestanti rispetto alla sede di Piazza del maneggio. Mentre il corteo procedeva in direzione del quartiere Kitaj Gord, dove si trovavano le persone arrestate in Piazza del maneggio, e’ stato affiancato dalla polizia e ulteriormente sfoltito lungo il percorso da diversi altri fermi. “Noi rappresentiamo tutti quelli che vorrebbero avere una scelta. La possibilita’ di scegliere una classe politica per la quale valga la pena di pagare le tasse. Chiediamo che quella attualmente in carica sia completamente rimossa”, ha dichiarato una delle coordinatrici del corteo notturno.
Navalnyj, attualmente in stato di detenzione amministrativa, aveva convocato le proteste di ieri, in concomitanza con il 65mo compleanno del presidente Vladimir Putin, per chiedere di poter essere ammesso alle elezioni presidenziali che si svolgeranno a marzo del 2018. A differenza delle precedenti occasioni in cui i sostenitori dell’attivista politico erano scesi in piazza per manifestare contro la corruzione, questa volta i dimostranti hanno chiesto a gran voce la liberazione del loro leader dopo l’arresto del 2 ottobre e scorso e di concedergli di potersi candidare alle elezioni presidenziali del marzo 2018. Un chiaro segnale dello stampo politico della protesta.