’Se qualcuno pensa che il futuro della Lega sia quello di un piccolo partito servo di qualcun altro, di Berlusconi o di Forza Italia, ha sbagliato’. Matteo Salvini attacca a tutto campo dal palco di Pontida, rispondendo indirettamente all’intervento di Umberto Bossi, secondo il quale il Carroccio non potra’ mai essere un partito nazionale. ‘Voglio cambiare il Paese ma come voglio io, voglio accordi scritti con il sangue’, dice. Quanto alle riforme, ‘la nostra sara’ per il presidenzialismo’, dice. Ai gazebo, poi, il segretario della Lega ha attaccato il Papa, elogiando una delle magliette in vendita, con la scritta ‘Il mio Papa e’ Benedetto: ‘Chi apre le chiese agli imam non mi piace’, dice Salvini. Da SkyTg24 gli risponde Stefano Parisi: ‘Sono convinto che, sotto elezioni, l’unita’ si trova’.
“Se qualcuno pensa che il futuro della Lega sia quello di un piccolo partito servo di qualcun altro, di Berlusconi o di Forza Italia, ha sbagliato”. Lo ha detto Matteo Salvini dal palco di Pontida. “Voglio cambiare il paese ma come voglio io, voglio accordi scritti con il sangue”, ha aggiunto
Dopo aver votato “No” alla riforma costituzionale di Renzi, “noi cambieremo la Costituzione”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini durante il suo intervento al raduno di Pontida. Salvini si e’ detto favorevole a un “presidente della Repubblica eletto dai cittadini, che abbia potere di governare e di scegliere i ministri”. Questa riforma, sarebbe in senso federale con “una sola camera con il proporzionale, i referendum sui trattati internazionali, il vincolo di mandato e i giudici eletti dal popolo”.
“Bisogna essere uniti, un corpo solo. Quando andiamo a casa del bugiardo burattino dobbiamo liberare Firenze e tutta l’Italia. La tua riforma te la mangi tu”. Il leader della lega Matteo Salvini, dal palco di Pontida, tocca tutti i punti della politica leghista e attacca il premier Renzi, secondo lui colpevole per la politica sui migranti e non solo. Ricorda che il governo riserva un assegno di 300 euro agli invalidi e 1.000 euro alle cooperative che garantiscono gli immigrati: “Questo – coomenta – e’ razzismo nei confronti degli italiani. Abbiamo un governo razzista con gli italiani”.
“Se stai con Fini e con Casini non stai con noi. Se volete fare patti con questa gente scegliete un altro segretario, io non ho problemi: faccio l’eurodeputato, il consigliere comunale e il soldato”. Lo ha detto il leader della Lega Nord Matteo Salvini, parlando dal palco di Pontida. Salvini è intervenuto subito dopo Umberto Bossi, che aveva contestato la guida della Lega, definendola “un po’ in confusione, né carne né pesce”, come il fatto di concentrarsi contro il “nemico Ue” al posto del “nemico Italia”. “Mi fanno schifo i rottamatori – ha replicato Salvini, che ha fatto gli auguri al fondatore per il compleanno – sarò sempre grato a Bossi per quello che mi ha insegnato. E non mi sentirete mai avere parole che dimentichino questo. Certo, la sesta volta che mi dice che non capisco un cazzo… Va bene. Che cosa faccio? Lo abbraccio perché non riesco a dire niente a Bossi. Me lo metto in saccoccia e poi vado avanti per la mia strada”. “Questo vale – ha aggiunto – per Zaia, per Maroni. Mi dicono: un rivoluzionario per vincere deve essere più cattivo. Ma io non riesco”. Comunque, “non arretro di un millimetro. Mi possono processare, indagare, minacciare, non mi può fregare di meno. Non mi fermo”. Salvini ha rivendicato il lavoro svolto in questi anni da leader: “Tre anni fa non sapevamo nemmeno se avremmo superato il 4 per cento e avremmo visto bruxelles solo da turisti”, ha ricordato. E ha aggiunto: “Questa è la strada, poi ognuno a casa sua si gestisce come vuole”. Il leader della Lega ha quindi avvertito i militanti. “Si vince se siamo uniti, si discute dove si deve discutere, non portando in piazza le paturnie: chi va sul Facebook a rompere le palle a un altro militante va fuori dai coglioni. Serve un po’ di pulizia. I chiacchieroni non ci servono”.
“Il mio interlocutore è il leader di Forza Italia, è Slivio Berlusconi visto che con Giorgia Meloni l’accordo è sostanzialmente generale”. Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, conversando con i giornalisti a margine del raduno di Pontida.
Vinciamo solo se siamo uniti. Serve ricostruire le fondamenta del centrodestra”. Stefano Parisi, ex candidato sindaco a Milano e volto nuovo del centrodestra italiano, e’ stato il primo ospite della nuova stagione de ‘L’Intervista’ di Maria Latella. E ai microfoni di Sky TG24 ha ribadito che sul programma elettorale del capoluogo lombardo “eravamo tutti d’accordo, anche SALVINI. Sono convinto che con la scadenza elettorale l’unita’ si trova”.
“Al Tg1 abbiamo giornalisti servi. Noi abbiamo i giornalisti tra i più servi sulla faccia della terra, e lo dico da giornalista. Ogni popolo ha i giornalisti e i politici che si merita”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando dal parco di Pontida. Il numero uno del Carroccio ha quindi ironizzato su Michele Santoro: “D’altronde il nuovo che avanza è Santoro su Raidue, pagate il canone sereni fratelli, perché avremo la saggezza” in onda sulla tv pubblica, ha detto. Poco dopo il giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner è stato fischiato dai militanti leghisti. “Sei una m… buffone, sei un provocatore, vattene”, è stato urlato al suo passaggio. Lerner è stato quindi accompagnato alla sua auto, fuori dal recinto dove si trovano i giornalisti, dal servizio d’ordine della stessa Lega. “Non vale la pena perdere un fischio per Gad Lerner”, ha detto dal palco Matteo Salvini, che poi ha proseguito il suo discorso, che era stato interrotto dalla contestazione al conduttore tv.
Sul pratone di Pontida dove e’ in corso il tradizionale raduno, sono centinaia le bandiere con il simbolo della Lega e con Alberto da Giussano (ma ne spuntano anche alcune dal Sud Tirolo e da Lecce), striscioni con le scritte “la rivoluzione non si vota, si fa”, gadget di ogni tipo, fazzoletti verdi annodati al collo e magliette con le scritte “ci vediamo Allah al bar”, oppure “Con le ruspe in tangenziale andiamo a governare”. Ma quella destinata a sollevare non poche polemiche, riguarda Papa Francesco. La vendono i Giovani padani, raffigura Bergoglio che si tiene la testa tra le mani, e una scritta recita: “il mio Papa e’ Benedetto”. I leghisti, come spiega Matteo Salvini preferiscono “Benedetto che aveva le idee chiare sull’Islam”. Quanto a Papa Bergoglio, dice il leader del Carroccio sollecitato da Gad Lerner, presente al raduno, “non mi piace chi fa entrare l’Imam in Chiesa”. Per Salvini un bagno di folla e un giro tra i gazebo per salutare i militanti. Foto, con un enorme pinocchio di legno subito ribattezzato “Renzi”.