“Cambieremo la storia di questo Paese, torneremo al governo” e “questa è una piazza di italiani orgogliosi di essere italiani, non di fascisti”. Salvini parla al popolo del centrodestra da leader, incoronato da Berlusconi e da Meloni. E sottolinea: “questa non è la piazza di Matteo, Giorgia, Silvio, ma di tutti voi”.
Il primo dei leader a parlare è Silvio Berlusconi: “Siamo qui per fermare questo pericoloso governo – dice Berlusconi – . L’Italia vuole essere governata da noi”. Poi aggiunge: “Per vincere siamo tutti indispensabili”. In piazza si alza il coro Silvio-Silvio, quando Berlusconi dice che “questi al governo ci vogliono prima tassare e poi arrestare per evasione fiscale”. “Io – dice attaccando la magistratura – ne so qualcosa della giustizia, visto che ho avuto 88 processi”.
Poi è la volta di Giorgia Meloni: “Usano i bambini come scudi umani per assicurare la cittadinanza a tutti. Questo dice la legge Boldrini, ma noi diciamo no, perché se vuoi essere italiano la cittadinanza te la devi meritare, la devi sudare. Non è un diritto è un premio”. “Una volta San Giovanni era il simbolo della sinistra, ora la riempiamo solo noi. Prima c’erano le bandiere rosse e ora il tricolore. Cari compagni, è il segnale che siete stati sconfitti dalla storia”, dice Meloni. Poi si scaglia contro l’immigrazione illegale: “Se servono i muri si costruiscono i muri, se servono i blocchi navali, si fanno i blocchi”. E conclude: “Davanti a voi chiedo a Salvini e Berlusconi di firmare il ‘patto anti-inciucio’, impegnarsi formalmente a “dire no a un governo con il Pd e con il M5s. Io quel patto l’ho già firmato”.
Salvini parla per poco più di 30 minuti. “Mi dicono che siamo 200.000, vi dico 200.000 volte grazie”, dice. “Viva il futuro, viva piazza San Giovanni, viva la Lega. Per voi, per i miei figli, per questo Paese, sono pronto a dare la mia vita…”. “Noi al governo torneremo e presto, torneremo dalla porta principale, senza trucco e senza inganno” aggiunge ringraziando i due alleati, perché “insieme si vince…”. Attacca la Raggi e Zingaretti “che sono una vergogna per Roma”. “Dateci una mano a mandarli a casa, Gianni e Pinotto, il duo sciagura, due perdenti a livello nazionale…”, prosegue. “Grillo – dice – vuole negare il voto: adesso tocca agli anziani, poi domani non facciamo votare i disabili”.
Sui migranti: “Chi davvero applica il Vangelo è colui che evita che questa gente di metta in mano agli scafisti, meno partenze meno morti, chi li fa partire sono quelli che poi si genuflettono”. “Al governo abbiamo gente con le mani sporche di sangue” accusa. Difende le forze dell’ordine: “Sono stufo che vale più la parola di uno stupratore di quella di un poliziotto”. “Per carità – aggiunge – ho piena fiducia nella magistratura”, poi si corregge: “Nella libera magistratura italiana”, spiega applaudito dalla folla, che intona spesso ‘Matteo-Matteo’. “Sono troppe le volte in cui si da retta alla parola di stupratori e spacciatori”. Poi scende tra la gente, per il bagno di folla finale.