Al Viminale il vice premier e ministro dell’Interno spiega ai sindacati la flat tax al 15% per i redditi fino a 55.000 euro e annuncia pace fiscale, meno burocrazia e sblocco dei cantieri: “Ma non voglio sostituire il premier”. L’obiettivo e’ definire le linee della legge di Bilancio tra luglio e agosto. All’incontro rispunta Siri come responsabile economico della Lega, e’ polemica.
L’appuntamento con le parti sociali è al Viminale, dove c’è il ministro dell’Interno Salvini. E la cosa fa irritare il Movimento 5 Stelle, e anche particolare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che non la manda a dire al ministro dell’Interno: “Che un leader di una forza politica voglia incontrare le parti sociali la trovo una cosa buona e giusta – dice – e potrebbe farlo anche Di Maio. Se però – sottolinea – oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono proposte ma anticipa temi e dettagli della manovra quello non è corretto affatto, si entra sul terreno di scorrettezza istituzionale”. Salvini poco prima aveva dettato la propria agenda politica in previsione della prossima legge di bilancio, parlando sia di contenuti (“dovremo operare un forte taglio delle tasse”) che sui tempi: “Vogliamo una manovra fondata sul sì, sullo sblocco, sulla fiducia, sui cantieri. Qualsiasi tipo di blocco non è più accettato né accettabile e in tempi molto più celeri rispetto al passato, piuttosto si lavora per tutto luglio e tutto agosto. Mi piacerebbe che alla riapertura delle Camere si parlasse già di legge di bilancio”. Conte ha risposto ricordando le proprie prerogative: “La manovra viene fatta qui con il ministro dell’Economia e tutti i ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi, e i tempi li decide il presidente del Consiglio e non altri”.
Da Palazzo Chigi spiegano pure che da oltre due settimane Conte starebbe sollecitando la Lega a dare i nomi dei delegati che dovrebbero rappresentare la Lega stessa ai tavoli sulla manovra (sono 5 tavoli, tra cui anche quello sulla riforma fiscale), ma la Lega non avrebbe ancora indicato questi delegati. In compenso, al tavolo del Viminale è presente anche l’ex sottosegretario ai trasporti Armando Siri, in qualità di responsabile economico della Lega, e anche questa presenza non piace molto a Conte: “Se siamo nella logica dell’incontro di partito ci sta bene la presenza di Siri, se siamo nella logica dell’incontro di governo non ci sta bene la presenza di Siri”. Salvini nel suo punto stampa, aveva parlando di rivalutazione di “tasse patrimoniali come Imu e Tasi” di “pace fiscale bis per le imprese” e aveva spiegato che “quella sul salario minimo è una discussione interessante, ma tutti dicono che occorre prima abbassare le tasse su chi i salari li paga” e aveva assicurato che “tutti gli intervenuti chiedono di accelerare sull’autonomia, che porta efficienza e taglia gli sprechi”. “Non ci vogliamo sostituire a nessuno – aveva chiarito il leader leghista – ma siamo al governo ed è nostro dovere raccogliere i suggerimenti di chi rende l’Italia quello che è l’Italia”.
‘In Parlamento? Certo che ci vado, e’ il mio lavoro. Ci vado due volte alla settimana e per il question time durante il quale rispondo su tutto lo scibile umano, sempre’. Salvini risponde cosi’, a Genova a chi gli chiede se andra’ in Parlamento a riferire sull’inchiesta sui fondi russi alla Lega. Quanto al tavolo con i sindacati al Viminale, ‘non e’ stato uno sgarbo istituzionale’ perche’ ‘facciamo qualcosa di utile all’Italia e al governo, raccogliamo idee proposte e suggerimenti, prepariamo un taglio delle tasse che e’ fondamentale per questo Paese che spero l’Europa ci lasci fare’.
‘Chi vuole incontrare i sindacati lo puo’ fare, quello che mi da’ noia e’ che lo si faccia per sviare da una questione molto piu’ grande che e’ quella di un vicepremier che secondo me deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia’. Cosi’ Di Maio, a margine dell’inaugurazione del nuovo Hub di Poste Italiane a Bologna, parla di Salvini.