Ira di Starmer: «Parole offensive, il Presidente si scusi». Anche il Principe Harry rompe il silenzio: «I nostri soldati meritano rispetto». Scricchiola la Special Relationship.
Una “relazione speciale” che non è mai stata così logora. Donald Trump, in un’intervista rilasciata a Fox News durante il volo di ritorno da Davos, ha scagliato un siluro diplomatico contro gli storici alleati della NATO, accusando i contingenti internazionali (Regno Unito e Italia inclusi) di essersi tenuti «a distanza dalla prima linea» durante i vent’anni di guerra in Afghanistan.
Le parole del tycoon, che ha sostanzialmente dato dei codardi ai soldati alleati definendo il loro ruolo “irrilevante”, hanno scatenato una rivolta bipartisan nel Regno Unito.
La replica durissima di Keir Starmer
Il Primo Ministro britannico, solitamente prudente, ha abbandonato ogni cautela diplomatica. In un intervento televisivo alla nazione, Starmer ha definito le dichiarazioni di Trump «offensive, sconcertanti e fonte di immenso dolore per le famiglie dei caduti».
«Al suo posto mi scuserei di certo», ha incalzato il premier, ricordando i 457 soldati britannici che hanno perso la vita sul suolo afghano. Londra vede in questo attacco un insulto al sacrificio estremo compiuto in nome dell’Articolo 5 della NATO, invocato dagli USA proprio dopo l’11 settembre.
Il Principe Harry: «Ho perso amici su quel fronte»
In un raro intervento su questioni politiche, il Principe Harry, Duca di Sussex, ha rilasciato una nota ufficiale durissima. Da veterano che ha servito in due missioni in Afghanistan, Harry ha sottolineato di aver visto con i propri occhi il coraggio dei soldati e di aver «perso amici» in battaglia. «I soldati britannici meritano rispetto», ha dichiarato, ergendosi a voce dei veterani feriti dalle parole del comandante in capo americano.
Un isolamento crescente
L’attacco di Trump non ha risparmiato nessuno, mettendo in imbarazzo persino il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, che ha dovuto ricordare come oltre la metà dei 4.000 caduti occidentali in Afghanistan non fossero americani.
Anche gli alleati storici di Trump nel Regno Unito, come Nigel Farage, hanno preso le distanze, definendo le dichiarazioni “fuori luogo”.
Perché questo scontro è cruciale?
La crisi sull’Afghanistan è solo l’ultima di una serie di frizioni che stanno spingendo il Regno Unito lontano dall’orbita americana:
- Ucraina: Divergenze sulla strategia di supporto a Kiev.
- Groenlandia: Londra è irritata dalle mire espansionistiche di Trump nell’Artico.
- Board of Peace: Il rifiuto di Starmer di aderire all’organismo per Gaza ha creato una spaccatura insanabile (solo Tony Blair partecipa a titolo personale).
Conseguenza immediata: Keir Starmer ha annunciato una visita ufficiale in Cina per la prossima settimana, un segnale chiarissimo della volontà britannica di cercare sponde alternative di fronte a un’America sempre più isolazionista e ostile verso i propri partner storici.