TRUMP RASSICURA SEUL SU COREA NORD E NE PARLA CON PECHINO
Nuove sanzioni in arrivo dagli Stati Uniti contro la Siria dopo la ritorsione con il raid missilistico contro il regime di Damasco per l’attacco con i gas sulla popolazione inerme. Ma e’ scontro con la Russia, che parla di grave aggressione, e decide di chiudere la linea diretta con Washington per prevenire incidenti tra aerei russi e americani nei cieli della Siria. Trump rassicura inoltre Seul sull’impegno a difesa dell’ alleato per le minacce atomiche e missilistiche della Corea del Nord, e ne parla con il presidente cinese. Tra le ipotesi del Consiglio di sicurezza nazionale il posizionamento di testate nucleari in territorio sudcoreano o l’assassinio del dittatore Kim Jong-un.
Alla fine dell’incontro con il presidente cinese Xi Jingping, Donald Trump ha preferito mandare avanti i suoi ministri per fare il punto sulla situazione, un altro segno del tentativo di normalizzazione e della volontà di muoversi verso un’immagine di serietà e competenza. Dalla residenza di Mar-a-Lago in Florida hanno parlato il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, quello di Stato, Rex Tillerson, e quello al Commercio, Wilbur Ross, commentando le 24 ore in cui le due principali economie del mondo hanno cercato di ricucire i rapporti e trovare un nuovo corso dopo la presidenza Obama. A dire il vero prima di parlare dei temi legati al commercio e alla Corea del Nord, Mnuchin ha annunciato che gli Stati Uniti si stanno preparando a imporre nuove sanzioni contro il regime di Bashar al Assad, dopo che giovedì notte a sorpresa Washington ha sferrato il primo bombardamento aereo contro una base dell’aviazione di Damasco. Proprio parlando della Siria, Tillerson ha ricordato che Xi, nel corso dei colloqui con Trump, ha detto di comprendere la decisione degli Stati Uniti, condannando l’uso di armi chimiche contro civili e bambini. Ma i tre ministri dell’amministrazione Trump hanno anche parlato di economia e relazioni con la Cina. Ross si è detto soddisfatto dopo la prima visita, parlando di “un rapporto in crescita tra Stati Uniti e la Cina. Su questo punto è stato Tillerson a confermare che Trump ha accettato l’invito a visitare la Cina entro la fine di quest’anno. I tre ministri hanno parlato con i giornalisti all’interno della residenza di Trump per venti minuti, ripercorrendo i principali punti dei colloqui. Tuttavia l’incontro non ha portato alla firma di alcun accordo, ma ha stabilito i toni delle relazioni tra i due Stati, che sono stati definiti cordiali e produttivi da entrambe le parti.
La decisione degli Stati Uniti di attaccare la Siria “non ha nulla a che vedere con la politica di Washington in Medioriente, non è parte di una strategia né di un piano. Si tratta di imporsi in condizioni di una dura lotta politica interna negli Usa”. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. La decisione, ha aggiunto, “fa parte della lotta di gruppi di elite politica e militare”, ha aggiunto. L’attacco, che il presidente russo Vladimir Putin ha definito “aggressione”, “ha reso evidente che gli Usa sono lo Stato più imprevedibile, e se c’è qualcosa di prevedibile negli Usa, esso è l’imprevedibilità della loro politica estera”. È invece prevedibile, secondo Zakharova, la politica degli altri membri della Nato, che “sempre hanno seguito la via imposta da Washington”.
La portavoce ha aggiunto che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, chiederà le ragioni dell’attacco all’omologo statunitense, Rex Tillerson, che sarà in visita a Mosca nei giorni 11 e 12 aprile. “Ascolteremo quel che ha da dire, faremo domande. Credo che si debba usare comprensione per i processi che avvengono negli Usa, ma bisogna anche sottolineare l’inaccettabilità di questo tipo di azioni”, ha aggiunto.