Una dozzina di gruppi ribelli in Siria ha annunciato il ‘congelamento dei colloqui’ di pace in programma ad Astana, in risposta alle ‘violazioni’ della tregua da parte del regime di Damasco. Lo riferisce un comunicato diffuso dal sito libanese Il riferimento e’ ai colloqui di pace in programma a fine gennaio in Kazakistan, come prevede l’accordo raggiunto da diverse formazioni ribelli e Damasco, con la mediazione di Russia, Turchia e Iran.
Dopo avere retto per quattro giorni, la tregua in Siria sembra essere giunta a un punto morto dopo i bombardamenti di ieri vicino Damasco. Una grande parte dei gruppi ribelli siriani ha deciso di lasciare il tavolo dei negoziati sotto l’egida di Mosca, accusando il regime di non rispettare gli accordi di cessate il fuoco. “Queste violazioni proseguono, le fazioni ribelli annunciano il congelamento delle discussioni legate ai negoziati di Astana”, hanno scritto in un comunicato 12 gruppi di opposizione siriana che avrebbero dovuto prendere parte alle trattative di fine mese in Kazachistan. Ieri le truppe del regime, con il contributo dei miliziani sciiti libanesi Hazbollah, hanno “intensificato i loro bombardamenti” vicino Damasco e sono arrivate fino ad Ain al Figé, importante risorsa idrica per la capitale, ha annunciato l’Osservatorio siriano sui diritti umani. I ribelli sostengono da parte loro di avere rispettato l’accordo di tregua. “Ma il regime e i suoi alleati hanno compiuto violazioni frequenti, in particolare nelle regioni di Wadi Barada e nel Ghouta orientale”, hanno accusato. “Se le cose non cambiano l’accordo sarà considerato nullo e mai avvenuto”.
Le forze armate turche hanno eliminato 22 miliziani legati all’Isis nel corso delle ultime 24 ore nell’ambito dell’operazione ‘Scudo dell’Eufrate’ condotta nel nord della Siria. I miliziani sarebbero stati uccisi in scontri armati delle forze di terra nell’offensiva per liberare la citta’ di al-Bab, secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu che ha sottolineato come siano stati distrutti 111 obiettivi dell’Isis. Il 24 agosto, l’esercito turco ha lanciato l’operazione ‘Scudo dell’Eufrate’ con l’assistenza di combattenti dell’opposizione siriana, per liberare la regione con il confine turco dai terroristi e rendere la zona sicura per i rifugiati siriani. L’operazione e’ stata ampiamente criticata sia dai curdi siriani e che dal regime di Damasco, che hanno accusato Ankara di violare l’integrita’ territoriale della Siria.