S&P LASCIA INVARIATO IL RATING ITALIANO, ‘MA SERVONO RIFORME’ ‘DEBITO IN RIALZO. CONTINUI CAMBI POLITICI INDEBOLISCONO PIL
Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’Italia BBB. L’outlook resta negativo. Il giudizio dell’agenzia e’ legato a un’inversione di tendenza sul fronte delle riforme e alla volatilita’ della domanda esterna. S&P sottolinea inoltre che il debito pubblico e’ in rialzo e il debito privato in calo. “I rischi per la posizione di bilancio dell’Italia stanno aumentando”. “Il governo italiano sta invertendo il processo di consolidamento di bilancio”, scrive Standard and Poor’s. Inoltre “prevediamo un rialzo del debito-pil mentre il debito del settore privato continua a scendere”. Infine, “l’Italia è sulla buona strada per diventare un creditore netto esterno entro la metà del decennio”.
La conferma del rating sovrano italiano da parte di Standard and Poor’s di venerdi’ sera, nonostante le molte critiche all’esecutivo, porta giu’ lo spread fra Btp e Bund. All’avvio il differenziale scende a 253 punti contro i 260 della chiusura di venerdi’ e contro il massimo di 271 punti toccato giovedi’. Il rendimento del decennale italiano cala al 2,53%.
Un’inversione di tendenza sul fronte delle riforme e una volatilita’ della domanda esterna hanno spinto l’economia italiana in recessione: lo afferma Standard and Poor’s, che ha mantenuto il rating a BBB con outlook negativo, sottolineando come il debito pubblico sia in rialzo e il debito privato in calo. Il ‘potenziale di crescita’ e’ indebolito dai continui cambiamenti politici.
Le dinamiche del mercato del lavoro potrebbero essere condizionate dall’introduzione del reddito di cittadinanza, scrive Standard and Poor’s nel suo documento. Secondo l’agenzia di rating il reddito di cittadinanza “potrebbe aumentare la pressione verso l’alto sui salari e disincentivare chi cerca lavoro anche se accompagnata da una riforma delle agenzie per l’impiego”. “Inoltre mentre il governo si aspetta che una riduzione dell’età di pensionamento nel contesto di un parziale rivesciamento della riforma delle pensioni della Fornero farà crescere l’occupazione, noi pensiamo che l’impatto sarà probabilmente basso. Soprattutto senza ulteriori riforme che eliminino gli impedimenti strutturali nel contesto imprenditoriale, come la burocrazia, il potenziale di crescita economico dell’Italia resterà limitato”, aggiunge Standard and Poor’s.
“I continui cambiamenti politici indeboliscono il potenziale di crescita” del Paese. Così S&P nel confermare il ratingdell’Italia, sottolineando inoltre di non aspettarsi che il governo metta in discussione l’adesione dell’Italia nell’area dell’euro. Tuttavia, “l’attuazione di misure politiche che annullano o compromettono le precedenti riforme strutturali o ampliano ulteriormente il deficit di bilancio, indeboliscono la fiducia degli investitori”. Secondo le previsioni, la crescita riprenderà nel 2020, ma solo a circa lo 0,6% o meno della metà della crescita attesa del Pil dell’eurozona dell’1,4%, si legge. Il reddito di cittadinanza contribuirà per 0,2 punti percentuali al pil quest’anno e al prossimo, mentre gli investimenti pubblici contribuiranno per ulteriori 0,1 punti nel 2019. Ma si tratta di proiezioni “altamente incerte”. Non manca un riferimento alla flat tax: il governo ha adottato alcune misure fiscali favorevoli agli investimenti, come la riduzione della pressione fiscale sui singoli imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi (imposta flat) e incoraggia anche il reinvestimento dei profitti delle imprese e il mantenimento del cosiddetto “super e iper ammortamento”, tuttavia, “il livello di investimento complessivo rimane relativamente basso” per il 2019 infatti sarà leggermente inferiore al 18% del pil, tra i più bassi nella zona euro. Sul fronte disoccupazione infine S&P prevede un tasso medio “di circa il 10,6%” quest’anno.