Dopo settimane di trattative, riunioni tecniche, messaggi lanciati piu’ o meno conciliati alla fine tra Roma e Campidoglio e’ arrivato l’accordo sullo stadio di Tor di Valle, nella giornata piu’ lunga e convulsa con entrambe le parti soddisfatte e’ una telefonata di reciproci complimenti tra Virginia Raggi e il presidente James Pallotta.
La mattinata non e’ iniziata nel migliore dei modi con il sindaco Virginia Raggi corsa al San Filippo Neri per un malore. Annullati tutti gli appuntamenti in agenda, e’ iniziato il bailamme di voci sull’incontro: salta, confermato ma senza la presenza del sindaco, rinviato. In piazza del Campidoglio, mentre si aspettavano notizie sullo stato di salute della Prima Cittadina, un gruppo di tifosi giallorossi a meta’ pomeriggio decide di riunirsi, dopo il tam tam radiofonico di ieri, sotto la statua del Marc’Aurelio.
“Si allo stadio, basta melina” e’ lo striscione che viene esposto, cori da stadio ma nessuna voglia di fare contestazioni nei confronti di nessuno. Passa il tempo, l’orario della riunione si sposta di ora in ora: prima alle 16, poi alle 17, fino ad arrivare alle 19. Dal San Filippo Neri arriva la notizia che la Raggi partecipera’ all’incontro, Luca Bergamo, vicesindaco, e’ con la Raggi, si lavora anche dall’ospedale alla bozza di accordo.
Alle 18.40 la Raggi, con Bergamo lasciano l’ospedale in direzione Campidoglio entrando a Palazzo Senatorio da un’intera secondaria. All’interno trovano i consiglieri di maggioranza con cui si riuniscono e a cui viene presentata la proposta. Nel frattempo il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, insieme al costruttore Luca Parnasi, al progettista e responsabile David Ginsberg, e al Simone Contasta, sono riuniti allo studio Tonucci per analizzare l’accordo. Continuano a passare i minuti, sotto la lupa capitolina oltre ai cronisti sono rimasti pochi tifosi, non vogliono lasciare la piazza senza la notizia.
Alle 21.28 fanno il loro ingresso a Palazzo Senatorio i rappresentanti della Roma, e’ il segnale che l’accordo e’ stato trovato e’ si aspetta solo l’ufficialita’ che arriva mezz’ora dopo quando Virginia Raggi e Mauro Baldissoni, accompagnati da tecnici e staff di una e dell’altra parte escono dall’ingresso Sisto IV. Sorrisi per tutti “lo stadio si fara’” con un taglio del 50% delle cubature di cui il 60% del business park e’ il 40% di infrastrutture, le torri si abbassano, si aggiunge una nuova stazione sulla Roma-Lido, si mettendo in sicurezza la via del Mare e la via Ostiense oltre al quartiere di Decima il tutto con un occhio all’ecosostenibilita’.
Stretta di mano finale e’ il progetto 2.0, come lo ha definito la Raggi, ha finalmente preso vita. Ora sara’ chiesta una proroga della conferenza dei servizi, altri 30 giorni a partire dal 3 marzo, per sistemare il nuovo progetto, “modificare” la delibera di pubblica utilita’ e tornare in conferenza dei servizi con tutte le carte in regola per il si definitivo. Una giornata storica per la Roma e per la citta’ che la portera’ dopo averlo sognato prima con Dino Viola e poi con Franco Sensi, ad avere uno stadio di proprieta’, una casa giallorossa.