Al Quirinale si è celebrato un momento di unità nazionale e di tregua simbolica. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi gli atleti azzurri di ritorno dai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 per la cerimonia di restituzione del Tricolore. È il bilancio finale di un’edizione casalinga che ha riscritto la storia dello sport italiano.
Il Tricolore torna al Colle “impreziosito” da un bottino di 46 medaglie complessive, un risultato che certifica lo stato di grazia del movimento sportivo italiano:
- Giochi Olimpici: 30 medaglie (10 ori, 6 argenti, 14 bronzi). Una coincidenza numerica (10-06-14) che il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha definito “un segno del destino”, richiamando la data di fondazione del Coni (10 giugno 1914).
- Giochi Paralimpici: 16 medaglie, un record storico che ha visto gli atleti azzurri primeggiare nonostante le fortissime tensioni internazionali che hanno rischiato di oscurare l’evento.
In un Salone dei Corazzieri gremito (presenti non solo i medagliati, ma anche i quarti classificati per volere del Capo dello Stato), Mattarella ha lanciato un monito che risuona oltre i confini sportivi: “In questa stagione così complicata, offuscata da guerre sanguinose, è stato significativo che l’Italia e l’Europa siano state vetrina di amicizia e umanità. Nello sport devono prevalere i valori e non gli interessi finanziari.”


Il Presidente ha elogiato le storie di sacrificio di campioni come Arianna Fontana, diventata l’atleta italiana più medagliata di sempre (14 podi), e Federica Brignone, tornata all’oro dopo un grave infortunio.
L’OMBRA DELLA GUERRA SUI GIOCHI
Il presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, ha rivelato il clima di estrema pressione vissuto durante le Paralimpiadi, segnate non solo dalla complessa riammissione degli atleti russi e bielorussi, ma anche dall’improvviso attacco USA-Israele contro l’Iran proprio durante le gare. “Mi sono preoccupato di rassicurare i ragazzi affinché pensassero solo alle competizioni. Sono stati eccezionali a gestire una pressione simile”, ha spiegato De Sanctis.



Con la consegna di due cofanetti contenenti le repliche delle medaglie a Mattarella, si chiude ufficialmente il capitolo italiano. La fiamma olimpica guarda ora a Los Angeles 2028 (estive) e alle Alpi Francesi 2030 (invernali).


Il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha concluso definendo lo sport il “sistema immunitario sociale” del Paese, un concetto che oggi, tra macerie diplomatiche e crisi di governo, appare più necessario che mai.