Stasera negli Usa l’ultima sfida tv tra Hillary e Trump. Ci sara’ anche il fratellastro di Obama, ma ospite del tycoon. La Clinton rimane intanto in vantaggio nei sondaggi. E sotto le pressioni del segretario di Stato americano Kerry l’Ecuador taglia l’accesso a internet ad Assange, dopo la fuga di notizie su Hillary targata Wikileaks.
Hillary Clinton e Donald Trump si affronteranno stasera nel terzo ed ultimo dibattito presidenziale prima del voto. Un dibattito che si svolgerà a Las Vegas, avrà la durata di 90 minuti suddivisi in sei parti, moderato da Chris Wallace, presentatore di Fox News. I temi sono quelli dell’immigrazione, il debito, la Corte Suprema, l’economia, la politica estera e le capacità di ciascuno di ricoprire l’incarico di presidente. Tra gli ospiti del tycoon all’ultimo dibattito televisivo presidenziale anche il fratellastro di Barack Obama, Malik, che a luglio aveva annunciato a sorpresa pubblicamente il suo sostegno al candidato repubblicano. E ora, al New York Post si è detto convinto che Trump possa “far tornare l’America ad essere grande”.
La candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, e quello repubblicano, Donald Trump, affilano le armi per l’ultimo scontro tv che si terra’ a Las Vegas durante la notte italiana. Come nei match di pugilato, nessun candidato scopre le sue armi migliori. Tutto verra’ esibito direttamente sul ‘ring’, di fronte a milioni di americani. A sostenere i due contendenti ci hanno pensato nelle ultime ore il presidente Usa, Barack Obama, e sul fronte opposto la moglie di Trump, la bella Melania. Obama attacca il candidato repubblicano: “Il fatto che ammiri ed elogi Putin e’ inedito. Putin continua a sostenere il brutale Assad e il risultato e’ ora sotto gli occhi di tutti”. E lo accusa di “non avere il carattere” per fare il presidente: “Non ho mai visto alcun candidato presidenziale cercare di screditare le elezioni e il processo elettorale in corso, prima del voto. Smetta di lagnarsi e cerchi di promuovere le proprie idee”. Obama si riferisce alle accuse di Trump di elezioni truccate. Sui criticati rapporti con l’universo femminile, Melania Trump si schiera a fianco del marito: “Credo in mio marito. E’ stato tutto organizzato. Lui fu istigato dal conduttore a dire cose sporche. Non ho mai sentito mio marito esprimersi in termini cosi’ grossolani”.
Il fatto che il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, elogi e ammiri il Presidente russo, Vladimir Putin, e’ “inedito”. Lo afferma il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che invita gli altri esponenti repubblicani a prendere le distanze. Obama ha sottolineato il sostegno di Putin “al brutale Assad” e l’eccessiva aggressivita’ russa in Ucraina e Georgia.
Contro Trump, Obama aggiunge: “Non ho mai visto nella mia vita, o nella storia politica moderna, alcun candidato presidenziale cercare di screditare le elezioni e il processo elettorale in corso, prima del voto”. A Trump che ipotizza elezioni truccate, Obama risponde: “Non mostra il carattere che deve avere un Presidente. La smetta di lamentarsi”.
Il governo dell’Ecuador ha ammesso di aver temporaneamente ristretto l’accesso a Internet della sua ambasciata londinese, dove vive relegato Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, nel timore che l’hacker australiano possa usare la rete per interferire nelle elezioni americane. Con un comunicato, il governo di Quito ha tenuto a precisare che “rispetta il principio di non-intervento negli affari interni di altri Stati”, ma aggiunge di aver ‘oscurato’Assange perche’ “nelle ultime settimane, Wikileaks ha pubblicato una enorme quantita’ di documenti, che hanno un impatto sulla campagna elettorale americana”. Wikileaks aveva denunciato lunedi’ che ad Assange era stato “interrotta deliberatamente” la connessione a Internet; e aveva collegato il taglio della connessione (taglio condotto da “un attore statale”) alle rivelazioni sui Clinton. Secondo Wikileaks, il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha chiesto all’Ecuador di fare in modo che l’hacker australiano, che dal giugno del 2012 vive con lo status di rifugiato nella stessa ambasciata ecuadoregna a Londra, non divulghi informazioni riservate della candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton. Il giornalista australiano e’ ospite della legazione ecuadoregna da quando la procura svedese ha spiccato due mandati di cattura nei suoi confronti per abusi sessuali. Londra ha concesso l’estradizione a Stoccolma ma Assange, che teme sia solo un escamotage per consegnarlo agli Usa di cui (grazie alla talpa Bradley ‘Chelsea’ Manning) ha svelato oltre 260.000 file segreti del dipartimento di Stato e del Pentagono, si e’ rifugiato nell’ambasciata guardato a vista dagli agenti britannici. Recentemente Assange e’ tornato agli onori delle cronache perche’ Wikileaks ha iniziato a pubblicare a le mail riservate della Clinton quando era segretario di Stato (2008-2009). E sabato ha pubblicato tre suoi discorsi pronunciati davanti agli uomini di Goldman Sachs e pagati da loro, che proverebbero i legami tra il Partito Democratico e Wall Street. Lo staff della Clinton non ha smentito l’autenticita’ dei documenti, peraltro partiti dall’account di posta elettronica del responsabile della campagna elettorale, John Podesta. Ma e’ tornato ad accusare il governo russo di essere la regia delle operazioni, come del resto sostiene anche l’amministrazione Obama.