Cherif Chekatt, il killer dell’attentato a Strasburgo, è stato ucciso in un blitz delle forze speciali. L’irruzione, all’interno di un magazzino, è avvenuta a Neudorf, dove aveva fatto perdere le tracce 48 ore fa dopo l’attentato che ha provocato tre morti.
Chekatt è stato ucciso dalla polizia in un magazzino di rue du Lazaret, nello stesso quartiere di Neudorf dove si erano perse le sue tracce la sera dell’attacco. E’ stato Cherif Chekatt a sparare per primo questa sera contro i poliziotti, che lo hanno successivamente “neutralizzato”, secondo quanto appreso dalla radio France Info. Il terrorista si era rifugiato in un deposito vicino alla Plaine-des-Bouchers, vicino al centro di Strasburgo, nel quartiere della Meinau, non lontano da Neudorf.
L’uomo, ha riferito una fonte ad Afp, “ha sparato contro una squadra di agenti di pubblica sicurezza che hanno combattuto”. Aveva con se una pistola e un coltello. C’è stato uno scontro a fuoco con la polizia che lo ha ferito a un braccio.
Si sono riversati sulle strade turisti e abitanti del quartiere Neudorf di Strasburgo alla notizia dell’uccisione di Cherif Chekatt. E hanno dedicato un lungo applauso alla polizia che, dopo due giorni di indagini, ha ‘neutralizzato’ il killer del mercatino di Natale.
Una fuga durata 48 ore. Poi, nella stessa zona in cui fece perdere le tracce dopo aver sparato e ucciso nel cuore di Strasburgo, nel mercatino di Natale, Cherif Chekatt e’ stato individuato e ‘neutralizzato’. La sua fuga e’ finita a rue Lazaret. E l’Amaq, l’agenzia dello stato Islamico, ha subito rivendicato: “Chekatt era un nostro soldato” ed ha “portato avanti l’operazione per vendicare i civili uccisi dalla coalizione internazionale”. Il blitz e’ scattato in serata, Chekatt stava camminando per strada quando e’ stato raggiunto dai poliziotti ed ha reagito immediatamente sparando. Subito la reazione della Brigata specializzata sul terreno, avvertita da una donna che lo ha riconosciuto. Cherif Chekatt, 29 anni, ha concluso così la sua fuga. Era ancora a Neudorf, il luogo in cui si era fatto accompagnare dal taxi e aveva fatto poi perdere le sue tracce. Era il “suo” quartiere.
Il bilancio ufficiale dei morti durante l’attacco e’ di 3 persone. Il tassista costretto ad accompagnare Chekatt ha rivelato che il terrorista – che lo ha risparmiato in quanto musulmano – gli aveva confidato di aver ucciso per “vendicare i fratelli in Siria”. Antonio Migalizzi, il reporter italiano colpito alla testa, mantenuto in coma farmacologico dai medici che parlano delle prossime 48 ore come ‘decisive’. C’è la testimonianza del tassista che lo ha portato a Neudorf. Il terrorista aveva detto al conducente di aver ucciso per “vendicare i nostri fratelli morti in Siria”. Il tassista ritiene di essere stato risparmiato proprio per la sua religione. Sempre in giornata, un amico stretto di Chekatt, che lo aveva anche ospitato la notte precedente l’attentato, era stato posto in stato di fermo ed e’ interrogato in queste ore. E’ il quinto fermato dopo il padre, la madre e due fratelli del latitante.
A Parigi, la polizia ha perquisito la casa in cui una delle sorelle abita con il marito, nel centralissimo boulevard Raspail. Strasburgo, nel pomeriggio, ha reso omaggio nella cattedrale strapiena di fedeli e cittadini e turisti alle vittime dell’attentato. Un momento intenso, durante il quale il vescovo Luc Ravel ha sottolineato che la violenza terrorista “ha colpito tutti, ha colpito la nostra capitale di Natale, Strasburgo”, aggiungendo pero’ che “ad essere ferita e’ stata anche l’Alsazia, la Francia, l’Europa e tutta l’umanita’”. Continuano ad emergere particolari sui profili delle vittime. Anupong Suebsamarn, turista thailandese di 45 anni ucciso martedi’ sera da Chekatt, era in visita a Strasburgo con la moglie Naiyana. Erano arrivati il giorno prima, cambiando i loro programmi: il piano iniziale era, ovviamente, di visitare Parigi ma le manifestazioni dei gilet gialli li avevano spaventati ed avevano ripiegato su Strasburgo.