INTESA ‘MOLTO COMPLICATA’ CONTE: DIFFICILE DIRE SE TIMMERMANS HA LA MAGGIORANZA
I leader dei 28 Paesi Ue sono ancora alla ricerca di un accordo sul nome del successore di Jean-Claude Juncker alla guida della Commissione europea e per il rinnovo dei titolari delle altre principali poltrone delle istituzioni Ue. E’ stallo sul nome del socialista Timmermans, sostenuto dalla Merkel che va in pressing sul Ppe. Secondo fonti diplomatiche, l’accordo sul pacchetto delle nomine per i posti chiave delle istituzioni europee e’ ancora “molto complicato”. La candidatura di Timmermans resta sul tavolo dei leader, ma ci sono una decina di capi di Stato e di governo contrari.
Il Consiglio europeo straordinario convocato nella capitale belga non è riuscito a sciogliere tutti i nodi tra i 28 paesi membri. I colloqui sono ripresi questa mattina. Sul piatto ci sono i presidenti di Commissione, Consiglio europeo, Bce e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Ma a “cascata” sono interessati anche i vertici dell’europarlamento che dovrà sì essere eletto mercoledì a Strasburgo dai parlamentari europei, ma rientra nella più complessa trattativa in corso in queste ore.
L’Italia, rappresentata dal premier Giuseppe Conte, cerca di dare peso al proprio voto. Sui vertici della commissione le trattative si bloccate sul nome del socialista laburista olandese Frans Timmermans, non sostenuto dall’Italia.
“In partenza per Bruxelles per un’altra intensa giornata insieme ai leader europei, in cui proveremo a disegnare e a costruire l’Europa dei prossimi anni. Come ho fatto fino ad oggi, e ancora di più nelle ultime ore, darò il mio convinto contributo affinché tra le famiglie europee non primeggi né, soprattutto, si imponga un asse su un altro, ma si trovi il giusto equilibrio sulla base di criteri di scelta delle persone ben bilanciati”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, su Facebook prima di partecipare a una nuova riunione a Bruxelles per le nomine ai vertici degli organismi Ue. “Dobbiamo individuare personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo – aggiunge – che abbiano una chiara visione e sappiano esprimerla con coraggio, evitando di rifugiarsi nella angusta logica dell’austerity o di affidarsi al primato della finanza. Vogliamo personalità che mettano al centro la crescita, i cittadini, le persone”.