IL PREMIER PERO’ SI SCHIERA: ‘NON MI CONVINCE MA NON CI SARA’ CRISI’. DI MAIO, ‘NO NON SI DISCUTE, FA FEDE ANALISI COSTI-BENEFICI’
Il premier si schiera e prova a rilanciare la palla a Francia e Ue: “Ridiscutiamo il progetto”. Poi ammette lo “stallo” sui bandi ma esclude una crisi di governo. Entro lunedi’ “decideremo”. Di Maio: “Devono subito essere sospesi”. Pd: “Distruggono la credibilita’ del Paese”.
Crisi di governo sulla Tav? “Abbiamo sempre trovato la mediazione. Ma se qualcuno mi dice che non servono i treni, non serve aiutare gli imprenditori… E va fino in fondo. Anche io vado fino in fondo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini a Dritto e Rovescio su Rete4. “Ci sono posizioni diverse fra Lega e Cinque stelle, loro sono contrari io sono favorevole. Nel contratto di governo si parla di revisione del progetto. Ascolto tutti, ma l’Italia ha bisogno dell’alta velocità, di porti, infrastrutture”.
Luigi Di Maio, capo politico di M5S, non è disposto a mettere in discussione il No del Movimento alla Tav. È quanto emerge dall’intervento che lo stesso Di Maio ha fattodavanti l’assemblea dei parlamentari M5S, riunita a Montecitorio. Di Maio ha aggiunto che per lui fa fede l’analisi costi/benefici del ministero delle Infrastrutture, che dà un giudizio negativa sull’opera.
Il premier si presenta in sala stampa di palazzo Chigi senza lasciar trasparire alcuna incertezza: “Continuo a pensare che non ci siano rischi per il governo anche perche’ il clima del confronto era sereno e franco”, ha garantito pur non nascondendo le difficolta’ sulla Tav, ma allo stesso tempo assicurando che tra Di Maio e Salvini non vi e’ stato alcuno scontro nel vertice notturno di ieri. “Io assumo come grande senso di responsabilita’ il fatto che ci si confronti. Escludo assolutamente che possa nascere da questo confronto una crisi di governo”, ha aggiunto il premier.
Sulla Tav“a me tocca fare una sintesi. L’onore, la responsabilità e l’onere di prendere in mano la situazione tocca a me. Vi ho esposto il percorso che sto seguendo, andrò io” dalla Francia e dalla Commissione Ue “e rappresenterò l’intero governo. Sono molto confidente in questa interlocuzione”, ha detto il premier .
Al tavolo di ieri sera a palazzo Chigi “io stesso ho manifestato – senza alcun pregiudizio ideologico o emotivo – forti dubbi e perplessità sulla convenienza di questa opera infrastrutturale. Personalmente non sono affatto convinto che questo progetto sia quello di cui l’Italia ha bisogno”, ha detto Giuseppe Conte. “Al tavolo di ieri si sono confrontati diversi orientamenti politici che rimangono contrapposti”, ma, spiega, “il confronto è stato equilibrato e sereno. Questo crea oggettivamente uno stallo, rispetto queste posizioni ma non permetterò che ideologicamente si affermi o l’una o l’altra”.