Completata l’identificazione, sono 6 le vittime italiane della strage di Nizza: due coppie, una donna e uno studente italoamericano. Una trentina i morti musulmani. Rilasciato uno dei fermati. Ci saranno altri attacchi, avverte Valls. A Parigi arrestato un islamista in possesso di esplosivi. Sulle Alpi francesi un marocchino ha accoltellato madre e 3 figlie. L’Isis rivendica l’attacco DEL 17enne afgano sul treno in Germania.
Sale a 6 il bilancio delle vittime italiane della strage di Nizza. Sono Mario Casati, Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset, Angelo D’Agostino e il ventenne italoamericano Nicolas Leslie. Migliorano le condizioni di Andrea Avagnina, in rianimazione all’ospedale di Nizza. Resta alta la tensione sul terrorismo in Europa. L’Isis rivendica l’attacco su un treno in Baviera di un 17enne afghano che, al grido ‘Allah akbar’, ha ferito 4 persone, alcune in modo grave, e poi e’ stato ucciso: ‘E’ un nostro combattente’. Nell’hinterland di Parigi fermato un tassista che aveva ‘una bandiera dell’Isis sul suo cellulare’. L’uomo, 23 anni, aveva documenti rubati, nella sua casa la polizia ha trovato dei candelotti di dinamite.
Sono state tutte identificate le 84 vittime dell’attacco di Nizza, ha annunciato la procura di Parigi, sottolineando che il processo (finalizzato dopo quasi cinque giorni dopo l’attentato) prevede procedure molto rigide, con l’intervento di una commissione composta da diversi specialisti medici. E solo una volta terminate le procedure possono essere emessi i certificati di morte e l’autorizzazione alla sepoltura, procedendo poi con la consegna dei corpi alle famiglie. Precisazioni che arrivano assieme a perplessità e polemiche per la lentezza nel riconoscimento delle vittime. E di queste 84 vittime sono cinque gli italiani identificati, più un giovane italo-americano, come riferito dalla Farnesina. Dopo il riconoscimento – ieri – del 90enne Mario Casati, nel corso della notte è avvenuto il riconoscimento di Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset e Angelo D’Agostino. Fra le vittime risulta anche un italo-americano, Nicolas Leslie, 20 anniane era nato a Milano ma viveva stabilmente negli Stati uniti.
Un “combattente” dell’Isis che voleva “vendicare” gli attacchi della coalizione internazionale in Iraq e in Siria, come rivendicato dall’organizzazione dello Stato islamico, oppure un giovane profugo afgano che si è radicalizzato da solo nel giro di poche settimane e ha sfogato la sua rabbia sui primi malcapitati che si è trovato di fronte? E’ questa la domanda principale che si pongono gli inquirenti e l’opinione pubblica tedesca all’indomani dei fatti di Wuerzburg e che solo le indagini potranno chiarire in futuro. Concreto invece è il dato di fatto che in poche ore si è materializzato, per la prima volta, lo scenario tante volte evocato dai movimenti xenofobi tedeschi che paventano lo sbarco in massa di terroristi sotto le mentite sembianze di profughi.
Ieri sera, poco dopo le 21, un profugo afgano di 17 anni ha aggredito con estrema violenza, armato di un’accetta e di un coltello, alcuni passeggeri di un treno regionale che portava da Treuchtlingen a Wuerzburg, in Baviera. Il vagone, raccontano alcuni testimoni, sembrava un “mattatoio”, sangue ovunque. Cinque persone sono rimaste ferite, tre delle quali sono ricoverate in pericolo di vita nel Policlinico di Wuerzburg. Appartengono tutte a una famiglia di Hong Kong in vacanza in Germania, che viaggiava “per caso” su quel convoglio. Dopo l’aggressione, il giovane è scappato dal treno, ma è stato rintracciato da un commando speciale di polizia che nel frattempo era stato allertato. In circostanze ancora da chiarire, gli agenti hanno aperto il fuoco e ucciso il ragazzo. La matrice islamica dell’attentato è ancora da chiarire. Secondo alcuni testimoni, il 17enne avrebbe gridato “Allah Akbar” prima di avventarsi sulle vittime. Nella stanza del giovane, un rifugiato arrivato senza genitori in Germania da poco più di un anno e da un paio di settimane accolto in una famiglia in Baviera, gli inquirenti hanno ritrovato una bandiera disegnata a mano dell’Isis e un foglietto scritto in lingua pashtun, probabilmente una lettera al padre. L’Isis non ha perso tempo ad attribuirsi la paternità dell’attacco, compiuto da un suo “combattente” per vendicare i raid della coalizione contro lo Stato islamico in Iraq e in Siria. “L’autore dell’attacco con coltelli in Germania era uno dei combattenti dello Stato Islamico e ha condotto questa operazione per rispondere agli appelli volti a colpire i Paesi della coalizione che combatte l’Isis”, si legge su Amaq, agenzia stampa che orbita nel mondo jihadista.