Sono rientrati in patria Croatti, Corrado, Scotto e Scuderi. Intenso Lavoro Diplomatico di Tajani per il Rilascio Immediato. Continuano gli Sforzi per gli Altri Attivisti.
“Un primo gruppo di 26 cittadini italiani fermati sulla Flottilla sta per lasciare Israele con un charter. Li abbiamo inseriti in un volo della Turkish per Istanbul. Sono gia’ stati trasferiti da Ketziot in una base aerea. Altri 15 non hanno firmato il foglio di via e dovranno attendere l’espulsione per via giudiziaria, il che prendera’ piu’ tempo. Ho dato disposizioni all’ambasciata d’Italia di chiedere immediatamente migliori condizioni di detenzione”. Lo riferisce su X il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani.
Sono stati rilasciati dalle autorità israeliane i quattro parlamentari italiani che facevano parte della Flotilla di solidarietà diretta a Gaza. Lo ha annunciato in una nota il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Farnesina).
I quattro politici – il senatore Marco Croatti, l’eurodeputata Annalisa Corrado, il deputato Arturo Scotto e l’eurodeputata Benedetta Scuderi – erano stati fermati dalla Marina israeliana durante l’abbordaggio della nave “Global Sumud” mentre si avvicinavano alla costa di Gaza, nel tentativo di forzare il blocco navale.
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un ruolo centrale nella vicenda. La Farnesina ha confermato che Tajani ha avuto “più contatti” con il Ministro israeliano Saar, insistendo per la liberazione immediata dei parlamentari.
Rientro in patria, poco prima delle 14:00, per i quattro parlamentari italiani trattenuti in Israele dopo l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla. Atterrati all’aeroporto di Fiumicino, sono apparsi visibilmente provati, ma sollevati.
Ad accoglierli, tra abbracci commossi e baci liberatori, c’erano familiari e una nutrita rappresentanza politica, inclusi la segretaria del PD Elly Schlein, il leader di AVS Angelo Bonelli e il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.
Nonostante la felicità per il ritorno, i parlamentari hanno subito riportato l’attenzione sulla sorte degli altri attivisti ancora trattenuti nel centro di detenzione israeliano.”Siamo provati ma felici di essere rientrati a Roma,” hanno dichiarato, aggiungendo subito dopo un appello per i loro compagni di viaggio. “Il nostro pensiero va agli altri componenti della Flotilla, ancora detenuti in Israele. Chiediamo che l’attenzione dei media su di loro sia massima.”
Con gli zaini in spalla (e l’onorevole Scuderi con la Kefiah al collo, simbolo di solidarietà palestinese), i quattro hanno preferito limitare le dichiarazioni. Mentre Croatti e Scuderi hanno rilasciato poche parole, i deputati dem Scotto e Corrado hanno scelto di scivolare velocemente verso casa. Corrado è stata accolta dalla figlia con un tenero striscione di benvenuto. Sulle dinamiche esatte dell’abbordaggio da parte della marina israeliana e sui dettagli della loro detenzione, tutti hanno concordato nel rinviare a “domani” ogni chiarimento. Oggi, hanno sottolineato, era il momento di tornare dai propri cari.
“Ora c’è rabbia, non sollievo, per essere tornato a casa e chiedo che si faccia quanto possibile per liberare tutti gli attivisti che sono detenuti illegalmente. A chi afferma che i parlamentari siano dei privilegiati dico che proprio per il ruolo diplomatico eravamo su quelle navi. Volevamo far pesare questa carica a livello di attenzione mediatica e per estendere la possibilità di avere canali comunicativi e contatti più diretti con la Farnesina; proteggere dunque tutti gli equipaggi”. Così il senatore Marco Croatti (M5S), uno dei quattro parlamentari italiani che viaggiavano sulla Flotilla rientrati in Italia.
L’azione diplomatica italiana prosegue per garantire la sorte di tutti gli altri connazionali. Il Ministro Tajani ha assicurato che il personale dell’Ambasciata sta “chiedendo alle autorità israeliane di effettuare visite consolari e di permettere la liberazione immediata di tutti gli attivisti”. Si sta inoltre valutando la possibilità di organizzare un volo charter per accelerare il rientro di tutti gli italiani.
Nel frattempo, la polizia israeliana ha reso noto di aver preso in carico 470 attivisti fermati a bordo della “Global Sumud” e delle altre 41 imbarcazioni. Oltre 600 agenti, funzionari penitenziari e rappresentanti dell’immigrazione sono stati schierati al porto di Ashdod per gestire l’arrivo.
Gli attivisti, provenienti da 41 diverse nazionalità, sono stati sottoposti a un “accurato processo di ispezione” e saranno consegnati all’Autorità per la Popolazione e l’Immigrazione e al Servizio Carcerario Israeliano per le procedure di espulsione. Il Console italiano è atteso a breve per incontrare gli attivisti italiani detenuti nel centro di Ketziot.