RESTANO TUTELE ‘DREAMERS’, IRREGOLARI ARRIVATI DA BAMBINI
Giro di vite sulla sicurezza interna. Stando ai documenti che danno attuazione all’ordine esecutivo di Donald Trump sull’immigrazione illegale, cambiano le regole sulle espulsioni di immigrati clandestini imponendo una stretta anche per gli illegali macchiatisi di reati meno gravi. Prevista l’assunzione di 10mila agenti per la sicurezza di frontiera. Restano invece le tutele per i cosiddetti ‘dreamers’, ossia gli immigrati entrati nel Paese da bambini. Per loro permessi di lavoro e l’immunita’ dalla espulsione.
Il giro di vite sull’ immigrazione illegale annunciato da Donald Trump piace alla maggioranza degli americani, secondo un sondaggio Harvard-Harris. Il 75% e’ a favore di un maggior controllo al confine e il 53% approva il bando temporaneo contro gli stranieri islamici. Fa eccezione solo il muro col Messico, a cui il 53% degli intervistati e’ contrario. Intanto il Washington Post conferma l’intenzione dell’amministrazione Trump di revocare le tutele per gli studenti transgender concesse da Obama. Sempre secondo Wp, Trump, nei suoi primi 33 giorni alla Casa Bianca ha collezionato 132 dichiarazioni false o ingannevoli.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è espresso contro le manifestazioni di odio e in particolare contro l’antisemitismo, in una visita al Museo di storia e cultura afroamericana, dove ha promesso di continuare con la “promessa di libertà” per la comunità nera e di lavorare per unire il Paese. È la prima volta che Trump si esprime contro l’antisemitismo, dopo essere stato criticato per non aver condannato in modo esplicito i recenti numerosi attacchi contro i centri ebraici del Paese. Ciò nella stessa giornata in cui il dipartimento di Sicurezza interna ha diffuso le nuove linee guida per la gestione dell’immigrazione: un aggressivo piano che prevede un giro di vite sulle espulsioni delle persone senza documenti, anche per chi abbia commesso soltanto reati minori, e fatta eccezione soltanto per i giovani cosiddetti ‘dreamer’. Una decisa inversione di rotta rispetto alle politiche dell’amministrazione Obama, mentre si attende che Trump firmi nuovi ordini esecutivi sull’immigrazione dopo lo stop in tribunale a quello che vietava l’ingresso nel Paese a rifugiati e cittadini di sette Paesi musulmani.
Il museo di Washington era stato inaugurato a settembre dal predecessore di Trump, il democratico Barack Obama, primo afroamericano alla Cassa Bianca. Trump lo ha visitato in occasione del Mese della storia afroamericana, celebrato a febbraio. “Un promemoria significativo – ha commentato – del motivo per cui dobbiamo lottare contro il fanatismo, l’intolleranza e l’odio in tutte le sue molte forme”. Il presidente ha poi fatto riferimento alle minacce antisemite ricevute dalla comunità ebraica negli Usa, che ha definite “un triste promemoria” del lavoro che ancora va fatto per “sradicare l’odio, i pregiudizi e il male”. Secondo la JCC Association of North America, ieri 11 centri ebraici hanno ricevuto minacce telefoniche di bombe, tutte risultate false. Dallo scorso 9 gennaio, il numero di incidenti del genere sale a 69 in 54 centri ebraici di 27 Stati americani e di una provincia canadese.
Trump era stato criticato per non aver condannato in modo esplicito l’antisemitismo in diverse occasioni pubbliche e per non aver fatto riferimento né agli ebrei né all’antisemitismo in un comunicato diffuso a gennaio sull’Olocausto. “L’antisemitismo è orribile, si fermerà e deve fermarsi”, ha detto oggi a Msnbc. Intanto, il governo ha diffuso le nuove rigide direttive per rafforzare il controllo dell’immigrazione, con un aggressivo piano che prevede l’aumento delle espulsioni delle persone senza documenti e contratti per 15mila nuovi agenti. “L’aumento dell’immigrazione illegale alla frontiera sud” ha creato “una significativa vulnerabilità nella sicurezza nazionale Usa”, afferma il testo, firmato dal segretario alla Sicurezza interna, John Kelly. Non solo, spiega il documento, saranno perseguiti gli immigrati senza documenti con reati violenti a carico, ma anche chi abbia “abusato” dei sussidi pubblici, commesso reati minori, e che “a giudizio dell’agente dell’immigrazione possa rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica e nazionale”.
Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca, ha detto che “tutti coloro che sono illegalmente negli Usa potranno essere espulsi in qualsiasi momento”. Inoltre, è previsto che siano sottoscritti contratti per 15mila nuovi agenti incaricati dei controlli migratori, dando maggiori poteri agli attori statali e locali. Esclusi dal giro di vite sono i giovani senza documenti, i cosiddetti ‘dreamers’, arrivati negli Usa in giovane età. Una marcia indietro dalle promesse della campagna elettorale contro il Programma di azione differita (Daca) di Obama, risalente al 2012. Questo permetteva ai giovani di non essere espulsi, avere un permesso di lavoro e di guida, prevedendo un rinnovo ogni due anni. Infine, il governo ha indicato tre luoghi prioritari per cominciare la costruzione del muro al confine con il Messico: El Paso, in Texas; Tucson, in Arizona; El Centro, in California. Il documento ordina di “identificare e assegnare subito tutte le risorse disponibili per pianificare, progettare, costruire e mantenere un muro”. Trump in campagna elettorale aveva promesso che sarebbe stato il Messico a pagare il muro, ma nelle ultime settimane ha fatto passi indietro affermando che saranno gli Usa ad assumersi i costi, facendoli poi rimborsare in seguito. Affermazioni che il Messico ha respinto in toto. Secondo recenti stime, il costo del muro si aggira intorno ai 21.600 milioni di dollari.