E PROTESTA CON PUTIN PER DISPIEGAMENTO CRUISE
Donald Trump, per la prima volta da quando si e’ insediato alla Casa Bianca, rilancia la necessita’ di una nuova corsa agli armamenti: ampliando l’arsenale nucleare degli Stati Uniti e indicando la strada di un’accelerazione del sistema missilistico a difesa di Giappone e Corea del Sud, per fronteggiare la minaccia sempre piu’ grande posta dal regime di Pyongyang. E protesta contro Putin per la decisione di dispiegare un missile Cruise in violazione – afferma – dei trattati sul controllo degli armamenti, in particolare quello del 1987: “Ne parlero’ direttamente a Vladimir Putin, se e quando lo incontrero'”, assicura.
Gli Stati Uniti vogliono ampliare il loro arsenale nucleare per “essere i primi” e non cedere il passo a nessuno. Lo ha detto il presidente Donald Trump, in un’intervista esclusiva alla Reuters nello Studio Ovale. Nella stessa intervista, il presidente ha condannato il dispiegamento di un nuovo tipo di missile cruise da parte di Mosca (in violazione del trattato Inf del 1987 firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov) spiegando che sollevera’ la questione quando incontrera’ il presidente russo Vladimir Putin. Trump si e’ poi detto “molto arrabbiato” per i test balistici della Corea del Nord segnalando, tra le opzioni, l’opportunita’ di incrementare la difesa missilistica degli alleati Usa, Giappone e Corea del Sud.
Per la figlia del presidente Donald Trump, Ivanka, nessun ruolo formale alla Casa Bianca. “Il suo ruolo e’ quello di essere d’aiuto”. Lo ha precisato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, interpellato sulla presenza della ‘first daughter’ alla maggioranza degli incontri organizzati dal presidente. “E’ una donna d’affari di successo – ha osservato Spicer – e quindi puo’ aiutare soprattutto le donne ad avere le stesse opportunita’ che ha avuto lei”.
Stiamo portando i tipi veramente cattivi fuori da questo Paese, ad un ritmo che nessuno ha mai visto prima. E loro sono i cattivi. E’ un’operazione militare”. Lo ha detto il presidente Donald Trump, durante un incontro alla Casa Bianca con alcuni leader industriali, riferendosi alla stretta sull’immigrazione che sembra profilare deportazioni di massa, anche grazie all’assunzione di 5.000 nuovi agenti alla frontiera e 10.000 nuovi agenti Ice (Immigration and Customs Enforcement), doganieri che fanno capo al dipartimento per la Sicurezza Interna ma che non fanno parte delle forze armate. “State vedendo cosa succede alle frontiere – ha insistito Trump – all’improvviso, per la prima volta stiamo espellendo le membri di gang criminali. Stiamo portando fuori i signori della droga…loro sono brutali e duri ma nessuno e’ piu’ duro di noi e quindi li buttiamo fuori”. In base alle nuove linee guida del dipartimento guidato da John Kelly, ogni immigrato condannato, accusato di un crimine o sospettato e’ considerato “prioritario” dal punto di vista delle espulsioni.