La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA descrive il Vecchio Continente in declino a causa di immigrazione, crisi demografica e perdita di sovranità. Washington chiede la “responsabilità primaria” della difesa europea.
La Casa Bianca ha pubblicato un nuovo documento di 33 pagine sulla Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, firmato dal Presidente Donald Trump, che segna una rottura netta con le precedenti linee diplomatiche. Il testo dedica un capitolo all’Europa con una diagnosi drastica: il continente correrebbe il “rischio reale” di vedere “cancellata la sua intera civiltà entro vent’anni o meno.”
Questa narrativa, pilastro dell’immaginario MAGA (“Make America Great Again”), è ora elevata a dottrina ufficiale della politica estera USA. Il documento elenca una serie di fattori che compongono il quadro del presunto declino europeo, riprendendo le argomentazioni della destra radicale del continente: Le politiche migratorie sono definite destabilizzanti. L’Unione Europea è vista come un freno alla sovranità nazionale dei singoli Stati. Si lamenta una crisi demografica, la censura del dissenso e la perdita di fiducia nazionale.
In questo contesto, il documento avverte che non è più scontato che alcuni Paesi europei dispongano in futuro di economie e forze armate adeguate a mantenere lo status di alleati affidabili di Washington. L’obiettivo dichiarato degli USA è “aiutare il continente a correggere la sua traiettoria.”
La strategia, incentrata sull'”America First” e sulla superiorità americana, ridefinisce i rapporti globali: Gli USA invitano l’Europa ad assumersi la “responsabilità primaria” della propria sicurezza. Viene richiamata la pressione sui contributi NATO, indicando ufficiosamente la soglia del 5% del PIL come nuovo riferimento per la spesa per la difesa. Il testo parla apertamente di divergenze con i governi europei, accusati di nutrire “aspettative irrealistiche” sull’esito della guerra.
La linea economica si basa su questo principio, mirando a una maggiore apertura dei mercati europei ai prodotti statunitensi e a un commercio “equilibrato” basato sulle tariffe. Priorità assoluta alla sicurezza delle catene di approvvigionamento per non dipendere da potenze straniere per i beni essenziali.
Si prospetta una gestione “difficile” ma pragmatica delle relazioni con Mosca. Il documento strizza l’occhio ai movimenti “patriottici” e nazionalisti europei, riconoscendo loro un ruolo nel “resistere” all’attuale direzione politica del continente e indicando la loro crescita come un “segnale incoraggiante”.
4. La Nuova Mappa del Mondo
- Medio Oriente: Non è più il perno dell’agenda estera americana, non per irrilevanza, ma perché non più fonte di crisi permanente.
- Africa: Abbandono della promozione dell'”ideologia liberale” in favore di relazioni basate su investimenti, scambi e sfruttamento delle risorse naturali.
- Emisfero Occidentale: L’amministrazione promette di “riaffermare” la Dottrina Monroe in una versione aggiornata, un “Corollario Trump” per ristabilire la preminenza americana nella regione.
Il documento, nel suo preambolo, fissa come obiettivo finale la fine dell'”era delle migrazioni di massa” e la tutela dei diritti “conferiti da Dio ai cittadini americani”, sancendo che l’epoca in cui Washington reggeva l’ordine mondiale “come Atlante” è conclusa.