A cinque giorni dal fallimento DEL golpe militare, prosegue in Turchia l’opera di repressione da parte DEL presidente Erdogan. In piazza Taksim, accanto a suoi ritratti, appare un maxistriscione che promette l’impiccagione all’oppositore Gulen, ritenuta mente DEL golpe militare, e ai suoi. Almeno 24 le tv e radio chiuse perche’ ritenute vicine a Gulen, divieto di espatrio per i docenti universitari.
Anche il rettore dell’Universita’ di Ankara, Suleyman Buyukberber, e’ stato arrestato.
Intanto, il governo tedesco avvisa Ankara: ‘Ogni GIORNO nuove misure contraddicono l’azione di uno Stato di diritto’, dice il portavoce della cancelliera Merkel.
Wikileaks pubblica 295mila mail dell’Akp “in risposta alle epurazioni” di massa messe in atto dopo il fallito golpe in Turchia, denunciando anche attacchi hacker effettuati con tutta probabilita’ da Ankara. E la resa dei conti di Erdogan sembra appena cominciata: lo stesso presidente turco ha annunciato per oggi “un’importante decisione”. Anniversario oggi dell’invasione turca di Cipro DEL 1974.
Wikileaks afferma di aver pubblicato le circa 295mila mail dell’Akp, il partito al potere del premier turco Recep Tayyip Erdogan, “in risposta alle epurazioni post colpo di Stato attuate dal governo”. “Il materiale – spiega l’organizzazione internazionale fondata da Julian Assange – e’ stato ottenuto una settimana prima del tentato golpe. Tuttavia, Wikileaks ha posticipato la sua pubblicazione in risposta alle epurazioni del governo”. “Abbiamo verificato il materiale e la fonte – aggiunge Wikileaks -, che non e’ collegata in alcun modo agli elementi dietro al tentato golpe o a un partito politico o Stato rivali”.
Wikileaks ha denunciato di aver subi’to due giorni fa un “pesante” attacco hacker e di essere tutt’ora sotto tali attacchi, presumibilmente da parte di “fazioni del potere statale turco o suoi alleati”.“Non siamo sicuri della reale origine dell’attacco – afferma l’organizzazione di whistleblowing fondata da Julian Assange -, ma “la tempistica suggerisce” questo. I denunciati attacchi hacker sono arrivati subito dopo l’annuncio dell’imminente pubblicazione, avvenuta poi effettivamente ieri sera, di centinaia di migliaia di mail provenienti dal dominio del partito Akp del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Oltre alle 9.322 persone arrestate, in prevalenza militari (oltre 6.000, tra cui 118 tra generali, anche dell’aeronautica, e ammiragli e 1.350 ufficiali), e magistrati, sono 28.321 i dipendenti ministeriali turchi sollevati momentaneamente dal proprio ufficio e incarico, una cifra che si somma al ritiro di 21 mila abilitazioni all’insegnamento, per un totale di 49.321 dipendenti pubblici colpiti dalle purghe volute dal presidente RecepTayyip Erdogan gia’ all’indomani del tentativo di colpo di stato del 15 luglio. Sono tutti indistintamene accusati di averel egami con il miliardario e ideologo islamico Fetullah Gulen, ex alleato e dal 2012 acerrimo nemico del presidente Recep Tayyip Erdogan, che lo considera i la mente del tentativo di colpo di stato. A farne le spese anche i dipendenti della presidenza del consiglio, dove 257 funzionari sono stati licenziati e privati dei documenti e badge. Tra i piu’ colpiti il ministero dell’interno, dove 8.777 persone sono state allontanate dal proprio ufficio e private del proprio incarico, tra queste 7.899 poliziotti, 614 ufficiali di gendarmeria, 30 prefetti e 47 responsabili di distretto. Il ministero della Pubblica Istruzione ha sospeso 15.200 insegnanti, ritirando la licenza ad altri 21 mila che lavorano nel settore privato, un totale di 36.200 insegnanti silurati. Sono invece 1.577 sono invece i rettori o i presidi di facolta’ ai quali sono state chieste le dimissioni, 1.176 impiegati statali e 401 dipendenti di fondazioni universitarie private. Le epurazioni non hanno risparmiato il ministero delle Politiche sociali e familiari dove 393 tra funzionari e dipendenti sono stati silurati e neanche il direttorato degli Affari Religiosi, dove 3 mufti’, 1 capo dipartimento, 1 consigliere sono tra i 492 che hanno perso il posto. Il premier Binali Yildirim ha poi annunciato la sospensione di 1.500 dipendenti del ministero delle entrate. Colpiti anche i servizi segreti governativi, il Mit, dove 100 ufficiali dell’intelligence non operativi hanno perso il posto, stessa sorte per 25 funzionari dell’Authority del mercato dell’Energia (Epdk).