Nuove purghe di massa in Turchia per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Galen. Altri 9.103 agenti di polizia sono stati sospesi dalle loro funzioni nell’ambito della maxi-inchiesta avviata dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio. Ieri un’operazione a livello nazionale aveva portato all’arresto di almeno 1.120 sospetti ‘gulenisti’ su oltre 3.200 ricercati. Dal putsch, le persone arrestate sono oltre 47 mila e i dipendenti pubblici epurati piu’ di 130 mila.
Nuove purghe di massa in Turchia per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Galen. Altri 9.103 agenti di polizia sono stati sospesi dalle loro funzioni nell’ambito della maxi-inchiesta avviata dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio. Ieri, un’operazione a livello nazionale aveva portato all’arresto di almeno 1.120 sospetti ‘gulenisti’ su oltre 3.200 ricercati. Dal putsch, le persone arrestate sono oltre 47 mila e i dipendenti pubblici epurati piu’ di 130 mila.
All’indomani delle nuove, pesanti purghe in Turchia ai danni di presunti golpisti ritenuti sostenitori del predicatore Fetullah Gulen, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha chiesto ad Ankara “il pieno rispetto dello Stato di diritto”. “Premesso che la Turchia ha i diritto di difendersi e perseguire coloro che stavano dietro il colpo di Stato fallito, pero’ questo deve farsi nel pieno rispetto dello Stato di diritto”, ha detto Stoltenberg, al suo arrivo a una riunione dei ministri della Difesa dell’Unione Europea a Malta.
Le autorità turche hanno arrestato circa 1.120 persone sospettate di appartenere alla rete del predicatore Fethullah Gulen, accusato dal governo turco di essere la ‘mente’ del fallito golpe dello scorso luglio. Nel complesso, oltre 3.200 persone sono state destinatarie di un mandato di arresto e 8.500 poliziotti sono stati mobilitati per arrestarle, secondo l’agenzia Anadolu. Sono stati inoltre sospesi 9.100 poliziotti, ha indicato mercoledì sera la polizia. Il giro di vite, di una portata senza precedenti negli ultimi mesi, è avvenuto dieci giorni dopo la vittoria del presidente Erdogan al referendum costituzionale sull’allargamento dei suoi poteri, la cui legittimità è stata chiamata in causa dall’opposizione. “La Turchia è un alleato chiave, per numerose ragioni, in particolare a causa della sua situazione geografica strategica, alla frontiera dell’Iraq e della Siria con tutte le violenze che noi osserviamo, ma anche vicina alla Russia nel Mar Nero”, ha sottolineato Stoltenberg a Malta, dove deve incontrare i ministri dell’Unione Europea. “La Turchiaha subito numerosi attacchi terroristici. Nessun altro alleato ne ha conosciuti altrettanti”, ha inoltre ricordato il segretario generale dell’alleanza atlantica, della quale la Turchia è la seconda potenza militare dopo gli Stati Uniti.