A nove anni dal referendum che sancì la Brexit, Londra e l’Unione Europea sembrano intenzionate a voltare pagina. Un accordo definito di “reset” è stato siglato al vertice nella capitale britannica, aprendo la strada a un riavvicinamento tra i due blocchi.
L’intesa si articola su tre pilastri fondamentali: un patto su sicurezza e difesa, un allineamento in materia veterinaria e di pesca volto a snellire il commercio agroalimentare, e misure per la mobilità giovanile, con visti facilitati della durata di quattro anni per i cittadini under 30.
L’Unione Europea ha accolto con entusiasmo la notizia, parlando di una “svolta verso un nuovo partenariato strategico”. A Londra, tuttavia, l’accordo ha suscitato reazioni contrastanti. Se il premier laburista Keir Starmer ha difeso l’intesa come “equilibrata e vantaggiosa” per il Regno Unito, negando qualsiasi “passo indietro” rispetto alla Brexit, dure critiche sono giunte da esponenti conservatori come Kemi Badenoch e, soprattutto, dal leader del partito Reform UK, Nigel Farage.
Farage ha tuonato contro l’accordo, definendolo una vera e propria “resa” della Gran Bretagna. “Questo è un tradimento della volontà popolare espressa nel 2016”, ha dichiarato con veemenza.
Nonostante le polemiche, l’accordo segna un potenziale punto di svolta nelle relazioni tra Londra e Bruxelles, aprendo spiragli di collaborazione in settori chiave e gettando le basi per una nuova fase nelle dinamiche geopolitiche europee. Resta da vedere come si svilupperanno le reazioni interne al Regno Unito e quali saranno gli effetti concreti di questa ritrovata intesa.
Il pacchetto include anche una collaborazione sulla mobilità giovanile e studentesca e una cooperazione nel settore energetico, focalizzata in particolare sul commercio di elettricità. Fonti a Bruxelles descrivono l’intesa come un segnale “molto positivo e costruttivo” di ripristino delle relazioni, da cui entrambe le parti potranno trarre beneficio.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso il suo ottimismo: “A Londra per il primo vertice Ue-Regno Unito. Abbiamo una reale opportunità di voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo nelle nostre relazioni. Lavorare insieme per garantire la sicurezza del nostro continente comune e la prosperità delle persone su entrambe le sponde della Manica”.
Il vertice si è tenuto a Lancaster House, nel cuore di Londra, dove il primo ministro britannico Keir Starmer ha accolto Von der Leyen e il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa. L’arrivo dei leader è stato accompagnato da alcune proteste contro l’accordo, in particolare per le disposizioni sull’accesso europeo alle acque di pesca britanniche, un tema centrale durante la campagna per la Brexit. Tra i manifestanti si sono udite accuse al governo di aver tradito i pescatori del Regno Unito, mentre risuonavano le note dell’Inno alla gioia, inno ufficiale dell’UE.
A margine del vertice, Downing Street ha formalizzato il nuovo accordo di partnership strategica post-Brexit tra Regno Unito e UE. Una nota ha riportato le parole pronunciate da Keir Starmer durante il summit, illustrando alcuni dettagli del patto. Tra questi, spicca un allineamento normativo britannico alle regole europee in materia di agroalimentare e sicurezza veterinaria, mirato a ridurre le barriere commerciali. L’accordo prevede anche facilitazioni per i viaggi, inclusa una maggiore accessibilità per i cittadini britannici agli e-gate riservati ai cittadini UE negli aeroporti, e un’intesa su emissioni ed energia. Il vertice di Londra, il primo sotto la guida del premier britannico Keir Starmer, segna l’avvio ufficiale di un “reset” nelle relazioni tra Londra e Bruxelles, con l’obiettivo di ricostruire il dialogo post-Brexit.