Mobilitazione unitaria del centrosinistra nella Capitale in vista del referendum. Cgil, partiti dell’opposizione e associazioni si sono dati appuntamento in Piazza Vittorio per una maratona oratoria culminata in un appello al voto e al raggiungimento del quorum, fissato tra venti giorni.
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco ha espresso con forza la sua convinzione: “Il quorum è un obiettivo assolutamente raggiungibile. Questo Paese ha voglia di cambiare, a partire da questo governo”. Il leader sindacale ha quindi lanciato un appello alla “rivolta democratica”, sottolineando come “mettere una croce” sulla scheda rappresenti “la cosa più rivoluzionaria che possiamo fare”. Landini ha poi esortato a un capillare lavoro di sensibilizzazione: “Il quorum si raggiunge Comune per Comune, seggio per seggio”.
Netta la denuncia del segretario Cgil sulla scarsa attenzione mediatica riservata ai quesiti referendari: “Lo dice l’Agcom, non io, siamo ai prefissi telefonici, meno dell’1% del tempo dedicato. Vedo una scelta precisa, un tentativo di non parlarne e di oscurare quello che sta succedendo. Tutto questo è inaccettabile”.
La giornata di mobilitazione era iniziata con un sit-in davanti alla sede Rai promosso dal Partito Democratico. La segretaria dem, Elly Schlein, ha ribadito: “La Rai non deve dire come votare, ma informare i cittadini”. Gli esponenti del PD hanno esposto uno striscione con la scritta “no Telemeloni”, denunciando una presunta parzialità dell’informazione pubblica.
Il fulcro della manifestazione si è poi spostato in Piazza Vittorio, dove i leader del centrosinistra si sono confrontati a lungo con Landini prima di prendere la parola. Presenti, oltre a Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, Riccardo Magi di +Europa e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, insieme a numerosi esponenti della sinistra cittadina. L’arrivo del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è stato accolto da Schlein con un “è una bella piazza”. I due leader, con Landini al centro, hanno poi posato per una foto congiunta, simbolo di unità d’intenti.
Schlein, nel suo intervento, ha suonato la carica: “Il raggiungimento del quorum è possibile, l’Italia ci può stupire”. La leader dem ha definito “molto gravi” gli “appelli della maggioranza a non partecipare a questo voto”. Stessa linea espressa da Conte. Schlein ha poi lanciato un affondo politico: “Quando uno che tiene il busto di Mussolini in casa ti invita a non andare a votare è proprio il momento di andare a votare, a far vivere la nostra Costituzione antifascista”, chiaro riferimento al presidente del Senato Ignazio La Russa.
Il tema degli appelli all’astensione da parte di esponenti della maggioranza è stato un leitmotiv negli interventi dei leader di centrosinistra. “Più La Russa invita all’astensione e più la gente andrà a votare”, ha sintetizzato Bonelli. Fratoianni ha parlato di un “governo codardo, che sull’invito all’astensione non prende posizione”, mentre Magi ha sottolineato i “dati impressionanti sulla propensione al voto”, insistendo: “il governo ha paura”.
Non è mancato, tra i leader, un accenno alla costruzione di un’alternativa al governo Meloni. Schlein, guardando anche alle dinamiche interne al PD, ha affermato: “Questo voto permette di riparare agli sbagli fatti dalla nostra parte politica, vi porto il pieno supporto del Partito democratico per i 5 sì al Referendum”. Rivolgendosi agli altri leader, ha aggiunto: “Sono felice di essere qui con altre forze di opposizione, uniti in questa battaglia”.
A margine del suo intervento, Conte ha lanciato un’idea programmatica: “La tutela dei lavoratori come asse centrale di un’alternativa di governo”. Il presidente del M5S ha spinto con decisione per i quattro sì ai quesiti sul lavoro, mostrando invece maggiore cautela sul tema della cittadinanza. Pur annunciando il suo “sì” a titolo personale, ha spiegato la linea del Movimento: “Come M5s abbiamo lasciato libertà di scelta su questo punto. Siamo convinti che lo Ius Scholae sia la soluzione. Il dimezzamento da 10 a 5 anni ci lascia un po’ perplessi, rischiamo con una battaglia giusta di affossare questo tema. Per dieci anni, se si perderà questo Referendum, non si potrà più toccare questo tema”.
Nel retropalco, al termine del suo intervento, Conte ha avuto un acceso confronto con Antonella Soldo, coordinatrice della campagna per il Referendum sulla Cittadinanza, che lo ha invitato a fare campagna attiva per il sì. Il leader pentastellato ha ribadito le sue perplessità, sottolineando il rischio di non raggiungere il quorum e di compromettere il tema per il futuro. “Avete marcato il territorio, non avete consultato nessuno, vi siete buttati e ora mi venite a fare lezioni”, ha replicato Conte a Soldo, evidenziando le tensioni interne al fronte del “sì” su questo specifico quesito.