“Sono grato al presidente eletto, la cui leadership e visione renderà di nuovo grande l’America”. Lo ha detto Mike Pence, scelto come vicepresidente del neoeletto presidente americano Donald Trump, annunciando la vittoria del magnate e presentandolo sul palco.
Dopo una lunga notte elettorale, è stata la vittoria in Wisconsin a segnare la conferma che Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti. I 10 grandi elettori ottenuti in in questo Stato del Midwest lo hanno portato alla quota necessaria per entrare alla Casa Bianca. Il candidato repubblicano era stato considerato certo dell’elezione da alcune testate già dopo la conquista della Pennsylvania, quando è parso chiaro che per Hillary Clinton non c’era più speranza di invertire la rotta.
“Il popolo americano ha parlato e eletto il suo nuovo campione, Donald Trump”: lo ha detto il nuovo vicepresidente americano, Mike Pence, nella ‘ball room’ dell’Hotel Hilton di New York, quartier generale dei repubblicani. “La sua visione rendera’ nuovamente grande l’America”.
Hillary Clinton ha riconosciuto la vittoria di Donald Trump telefonando al rivale dopo che si era chiuso lo spoglio anche in Wisconsin. Trump, il 45esimo Presidente degli Stati Uniti, avra’ dalla sua almeno 276 delegati. Clinton era stata in qualche modo ‘sollecitata’ a riconoscere la vittoria di Trump da un tweet del capo della campagna di Trump Kellyanne Conway.
“Vi prometto che non vi deludero’ e che dopo due, tre, quattro o magari otto anni potrete dire che siete orgogliosi del voto espresso”: lo ha detto Donald Trump, appena eletto presidente degli Stati Uniti, intervenendo al quartier generale dei repubblicani al Midtown Hilton Hotel. “La campagna e’ finita e ora sta cominciando il lavoro con questo movimento” ha detto Trump in riferimento all’impegno dei suoi sostenitori: “Ci rimboccheremo le maniche per il popolo americano”. Sul palco, con accanto i familiari e il suo vice Mike Pence, il neo-eletto presidente ha concluso: “Spero sarete fieri del vostro presidente. E’ stato un viaggio meraviglioso. Io amo questo paese”.
Democratico fino al 1987, poi repubblicano fino al 1999 e membro del Partito della Riforma fino al 2001 e di nuovo democatico per altri otto anni prima di riconvertirsi al Partito Repubblicano. Il Gop si è ritrovato ostaggio di Donald Trump, diviso tra i maggiorenti che lo considerano impresentabile e altri che sono comunque rimasti sul suo carro. Quando lo scorso luglio ha vinto la nomination alla convention repubblicana, ha detto: “Non vi deluderò”. Salvo poi dare a tutti degli stupidi quando sono scoppiate le polemiche e le defezioni dopo le sue celebri affermazioni sulle donne, ammonendo: “Mi vogliono fuori ma io non lascerò mai i miei supporter”. Detto, fatto. E certo contraccambiato.