Un vertice straordinario dei Paesi arabi e musulmani si sta tenendo oggi a Doha, in un clima di crescente tensione in Medio Oriente, dopo che un attacco aereo israeliano ha colpito la capitale qatariota martedì scorso. L’operazione, che ha preso di mira un complesso residenziale frequentato dai negoziatori di Hamas, ha spinto il Qatar a convocare la riunione e a chiedere alla comunità internazionale di sanzionare Israele per i suoi “crimini” e per aver sabotato i negoziati di pace.
La risposta del mondo arabo è stata compatta. L’Egitto ha inviato propri aerei a vigilare sull’incontro, coinvolgendo anche la Turchia. Il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, ha confermato la sua partecipazione, definendo l’attacco israeliano una “flagrante violazione delle leggi e delle norme internazionali”.
Dall’America, è arrivato un avvertimento diretto a Benjamin Netanyahu da parte di Donald Trump: “Il Qatar è un nostro grande alleato, Bibi stia attento”. Le parole dell’ex presidente suonano come un monito, mentre i rapporti tra Washington e Doha restano cruciali, soprattutto considerando che il Qatar ospita la più grande base militare statunitense nella regione.
Il premier qatariota, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ribadito la richiesta di punire Israele, sottolineando al contempo che il suo Paese continuerà gli sforzi di mediazione per un cessate il fuoco a Gaza, in collaborazione con Egitto e Stati Uniti. L’attacco di martedì scorso ha causato la morte di sei persone, tra cui un ufficiale della sicurezza qatariota e membri dello staff del leader di Hamas, Khalil Al-Hayya.
Secondo una bozza del comunicato finale del vertice, l’aggressione israeliana “compromette le possibilità di pace” e minaccia i progressi verso la normalizzazione delle relazioni con Israele. Il testo respinge anche le “ripetute minacce israeliane” di colpire nuovamente il Qatar o altre nazioni arabe.
Nel frattempo, le tensioni sul campo restano altissime. Indiscrezioni suggeriscono un sostanziale via libera alle annessioni in Cisgiordania e, sul fronte di Gaza, centinaia di tank dell’IDF si preparano a entrare nella Striscia. La situazione rimane estremamente fluida, e il vertice di Doha rappresenta un segnale forte: come ha dichiarato il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, “Il Qatar non è solo, le nazioni arabe e islamiche sono al suo fianco”.