Wall Street ha chiuso in forte calo, dopo la stretta protezionistica di Donald Trump, che per la prossima settimana ha annunciato l’introduzione di aumenti doganali del 25% sull’import di acciaio e del 10% su quello di alluminio. I mercati ora temono una guerra commerciale con L’Europa e con la Cina. Il Dow Jones che e’ arrivato a perdere nel corso della giornata il 2,06% ha chiuso in calo dell’1,68% a quota 24.608,98; il Nasdaq, anche lui arirvato a cedere l’1,88%, ha lasciato sul terreno l’1,27% a 7.180,56 punti.
Donald Trump va avanti sui dazi all’import di alluminio (10%) e acciaio (25%), ma tra i suoi piu’ stretti collaboratori non tutti sono d’accordo. Bruxelles promette una ‘ferma’ risposta Ue la Cina esprime ‘grave preoccupazione’. Per ora si tratta di un ‘annuncio informale’ (la decisione finale e’ slittata alla ‘prossima settimana’), ma il consigliere economico Gary Cohn la bolla come ‘una tassa sugli americani’. Critico anche il repubblicano Paul Ryan, speaker della Camera. Duro il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker: ‘Reagiremo con fermezza e con misura per difendere i nostri interessi”.
Il presidente Donald Trump ha annunciato dazi di importazione su acciaio e alluminio malgrado la contrarieta’ dei suoi consiglieri e dei Repubblicani. I dazi, intesi principalmente per colpire la Cina, avranno conseguenze anche per alcuni alleati degli Stati Uniti, come il Canada, la Corea del Sud e la Germania. Le tariffe, riferisce il quotidiano “Washinton Post”, che ammontano al 25 per cento sulle importazioni di acciaio e al 10 su quelle di alluminio, scateneranno immediate contestazioni legali dei partner commerciali degli Stati Uniti presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), ma anche possibili ritorsioni contro le esportazioni Usa. Consiglieri del presidente solo qualche ora fa avevano sperato che Trump non desse seguito alla minaccia di imporre dazi. Il capo della Casa Bianca aveva detto di voler intervenire sulla base dei dati del dipartimento per il Commercio che sostengono che la crescita delle importazioni dei due metalli pone una minaccia alla sicurezza nazionale del paese. Trump ha rifiutato le telefonate di parlamentari repubblicani e di compagnie, come quelle automobilistiche, che volevano convincerlo a limitare i dazi alla sola Cina.
I repubblicani insorgono contro la decisione del presidente Donald Trump di imporre tariffe del 25% sulle importazioni in Usa di acciaio e del 10% su quelle dell’alluminio. “E’ come se il presidente stesse imponendo un enorme aumento delle tasse alle famiglei americane. Il protezionismo e’ debole, non e’ forte. Una politica cosi’ negativa e’ qualcosa che ci si aspetta da un’amministrazione di sinistra, non da una che dovrebbe essere repubblicana”, ha tuonato il senatore del Grand Old Party Ben Sasse, bollando la misura come non degna di un presidente conservatore. Anche lo Speaker della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan, ha chiesto a Trump di ripensarci, “tenendo conto delle conseguenze involontarie” e “valutando un approccio differente”.
Le tariffe “sono un killer per i posti di lavoro e rappresentano un aumento delle tasse per i consumatori Usa”, ha rimarcato il senatore Gop Mike Lee, in una nota. Sulla stessa lunghezza d’onda il repubblicano Orrin Hatch, presidente della commissione Finanze del Senato. “Le tariffe sull’acciaio e l’alluminio sono una aumento delle tasse che gli americani non possono permettersi”, ha dichiarato mentre Pat Roberts, presidente della commissione Agricoltura del Senato, ha definito le tariffe “terribilmente controproducenti”. La Cina ha gia’ minacciato ritorsioni contro la decisione di Trump mentre l’Unione europea le sta valutando. Wall Street e’ crollata sui timori di una guerra commerciale. Compattamente schierata con Trump l’industria a stelle e strisce dell’acciaio. “E’ un decisione che ripristina integrita’ nel mercato globale dell’acciaio e che contribuira’ a creare posti di lavoro domestici e a tutelare la nostra sicurezza nazionale”, ha affermato Scott Paul, presidente dell’Alliance for American Manufacturing.