CERCAVA INFORMAZIONI SULLE ATTRICI CHE VOLEVANO DENUNCIARE
Il New Yorker scrive oggi che il produttore di Hollywood Harvey Weinstein, coinvolto in un vasto scandalo a sfondo sessuale, avrebbe assoldato nell’autunno dello scorso anno investigatori privati, tra cui ex agenti del Mossad, per raccogliere informazioni su attrici e giornalisti che si preparavano a diffondere le accuse nei suoi confronti. Due investigatori privati, continua il New Yorker, si incontrarono usando false identita’ con l’attrice Rose McGowan, che accuso’ poi Weinstein di stupro, per carpirle informazioni.
Harvey Weinstein ha assoldato detective privati, avvocati e addirittura ex agenti del Mossad sotto copertura per tentare di evitare che le accuse di molestie contro di lui finissero sui giornali. Lo riferisce il New York Times, indicando l’agenzia di sicurezza Black Cube, formata da “un selezionato gruppo di veterani delle unita’ d’intelligence israeliane”, tra i soggetti coinvolti. Secondo quanto svelato dal quotidiano americano, una donna della Black Cube, presentatasi come ‘Diana Filip’, avvicino’ diverse volte l’attrice Rose McGowan, cercando di guadagnarsene l’amicizia. L’attrice e’ tra le donne che hanno accusato l’ex produttore di Hollywood di stupro. L’intento era quello di scoprire dettagli compromettenti della sua vita che potessero esse usati contro di lei. Sempre la stessa donna, stavolta con il semplice nome di Anna, incontro’ per due volte Ben Wallace, giornalista di New York che stava lavorando all’inchiesta sulle accuse di molestie sessuali contro Weinstein: a lui aveva raccontato di essere stata anche lei molestata ma in realta’ cercava di carpirgli informazioni.
La Black Cube per contratto aveva tra i suoi obiettivi primari fornire informazioni “d’intelligence che aiuteranno gli sforzi del cliente a fermare completamente la pubblicazione di un nuovo articolo negatio in un celebre quotidiano di New York”, cosi’ come ottenere il contenuto di un libro che conteneva “informazioni nocive e dannose sul cliente”. Un’altra agenzia di sicurezza assunta da Weinstein, la Psops, aveva indagato Jodi Kantor, un altro giornalista del New York Times che lavorava insieme a Ronan Farrow sullo scandalo Weinstein. Altri agenti di sicurezza sono stati impiegati per raccogliere informazioni su decine di persone, utilizzate poi dagli avvocati di Weinstein, tra i quali David Boies, noto legale che rappresento’ Al Gore durante la causa sulle elezioni presidenziali nel 2000. Come ricorda il NyTimes, e’ da oltre un decennio cheb Weinstein utilizza investigatori per danneggiare le accusatrici e i reporter che hanno lavorato su queste storie, come David Carr, giornalista del New York Times, morto nel 2015, che agli inizi del 2000 per New York Magazine aveva lavorato a un articolo sul produttore di Hollywood.