Dal crollo del Ponte Morandi a Genova all’alluvione che ha distrutto due intere famiglie a Casteldaccia in Sicilia, sono tanti i fatti di cronaca che hanno lasciato tristemente il segno nel 2018. E se a provocare il maggior numero di vittime è stato il crollo del viadotto del Polcevera, le cui responsabilità ancora da accertare sono però certamente imputabili alla mano dell’uomo, anche gli eventi naturali, dall’alluvione di Raganello a quello di Casteldaccia, hanno portato morte e devastazione. – 25 gennaio: disastro ferroviario di Pioltello. Mancano tre minuti alle sette del mattino quando un treno, un convoglio Trenord con a bordo 350 persone, pendolari partiti da Cremona per andare a scuola o al lavoro a Milano, deraglia all’altezza della stazione di Pioltello. Tragico il bilancio: tre i morti, tutte donne, Giuseppina Pirri di 39 anni, Ida Milanesi di 61 e Pierangela Tadini, 51 anni, che viaggiavano sul terzo vagone. E’ proprio quello che esce dai binari e che, nella sua folle corsa per due chilometri, si schianta contro un palo. Sono 46 i feriti: cinque gravi, ma non in pericolo di vita. – 7 agosto: strage di migranti in Puglia. Sedici braccianti agricoli, tutti stranieri, muoiono in due tragici incidenti, a meno di 48 ore di distanza nel foggiano. I migranti stanno tornando dal lavoro nei campi. Nel primo caso, avvenuto il 5 agosto tra Castelduccio dei Sauri e Ascoli Satriano, le vittime sono quattro, tutti migranti che viaggiano a bordo di un furgone che si scontra con un tir carico di pomodori. Altri quattro migranti rimangono feriti nell’incidente. Il 7 agosto sulla statale adriatica muoiono altri 12 migranti. La dinamica è analoga: i braccianti agricoli sono ammassati a bordo di un furgone che si scontra con un camion.
14 agosto: crolla il Ponte Morandi. Sono le 11.36 quando un tratto del viadotto del Polcevera di Genova sull’A10 viene giù, piombando sulla ferrovia sottostante e su due capannoni industriali. Sono oltre 30 le auto coinvolte nella tragedia e alcuni mezzi pesanti che fanno un volo di 45 metri. Il bilancio delle vittime è pesantissimo: 43 morti e 14 feriti. Il viadotto, che attraversava il torrente Polcevera e i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano, nella città di Genova, era stato inaugurato nel 1967. – 16 agosto: terremoto in Molise. Sono le 20.19 quando una forte scossa di terremoto colpisce il Molise. L’epicentro del sisma, di magnitudo 5.2, si registra a 4 km da Montecilfone, cittadina in provincia di Campobasso, dove la terra aveva tremato già nella notte tra il 14 e il 15 agosto. La scossa, a 9 km di profondità, viene largamente avvertita sia in Molise che nel resto del centro Italia ma fortunatamente non ci sono vittime. Circa 200 gli sfollati che, a causa delle lesioni alle proprie abitazioni, vengono ospitati in un campo di accoglienza allestito all’interno del campo sportivo di Guglionesi. – 20 agosto: tragedia del Pollino. Un gruppo di escursionisti viene travolto dal torrente Raganello mentre risale le gole a Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza: muoiono dieci persone, sei donne e quattro uomini. Sono Antonio de Rasis, 32 anni di Trebisacce; Gianfranco Fumarola, 43 anni di Martina Franca; Antonio Santopaolo, napoletano di 44 anni e la moglie Carmela Tammaro, 41 anni di Napoli; Maria Immacolata Marrazzo, 43enne nata a Torre del Greco; Carlo Maurici, romano di 35 anni; Valentina Venditti, 34enne nata e residente a Roma; Paola Romagnoli, originaria di Bergamo, di 55 anni; Miriam Mezzolla, di Taranto, 27 anni, e Claudia Giampietro, 31enne di Conversano. Nella tragedia rimangono ferite anche undici persone, tra le più gravi c’è una bambina di due anni che sopravvive ai due genitori invece vittime della piena.
4 ottobre: la tragedia di San Pietro Lametino. Una mamma con due bambini di sette e due anni rimangono vittime del maltempo nel lametino. I tre sono in auto quando vengono travolti dall’acqua. La vettura viene trovata impantanata il giorno dopo e poco più tardi anche i corpi della donna e del bimbo più grande vengono ripescati in un torrente tra i comuni di San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. Il corpo del piccolo Nicolò, due anni, viene trovato dopo otto giorni di ricerche dai vigili del fuoco. – 3 novembre: la tragedia di Casteldaccia. E’ tarda sera quando durante un nubifragio la villetta di contrada Dogali viene travolta dal fango, in seguito all’esondazione del fiume Milicia. Nella casa ci sono dodici persone, due nuclei familiari, che erano lì per trascorrere qualche giorno di vacanza. Le vittime sono nove, tra cui due bambini. Unici superstiti un adulto e una bambina, che si erano allontanati poco prima dell’esondazione per fare degli acquisti e un altro uomo che riesce ad arrampicarsi su un albero. In quei giorni il maltempo miete un’altra vittima sempre in Sicilia, a Vicari. Si tratta di Alessandro Scavone di 44 anni. Dopo quattro giorni di ricerche viene trovato morto anche un medico di Corleone, travolto da un’onda di acqua e fango.
9 dicembre: la tragedia di Corinaldo. E’ quasi l’una di notte quando nella discoteca ‘Lanterna Azzurra’ si scatena il panico. Il locale è pieno di giovanissimi che attendono l’esibizione del cantante ‘Trap’ Sfera Ebbasta, quando, per cause su cui sta ancora indagando la magistratura, sei persone, cinque ragazzini e una mamma, rimangono uccise dalla calca. La procura di Ancona indaga per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose. – 26 dicembre: terremoto a Catania. Sono le 3.19 quando una scossa di magnitudo 5.0 scuote la Sicilia. L’epicentro viene localizzato a 1 km da Viagrande, in provincia di Catania. I comuni più colpiti sono Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea, ma per fortuna non ci sono vittime.