Quarant’anni fa l’incidente alla fabbrica Icmesa di Meda, che nel 1976, a causa di un guasto ad un reattore, libero’ nell’aria una nube di diossina che contamino’ diversi comuni della Brianza, tra cui in particolare Seveso. ‘Uno dei piu’ gravi incidenti industriali mai verificatisi su scala mondiale’, scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al sindaco di Seveso, Paolo Butti, invitando a ‘tener viva la memoria’ della tragedia. ‘Non succeda mai piu”, ha detto il presidente della Lombardia Roberto Maroni nella commemorazione.
“Non dobbiamo dimenticare quanto e’ successo per fare in modo che non succeda mai piu'”: Roberto Maroni, il presidente della Lombardia, lo ha detto all’apertura delle celebrazioni per la commemorazione dei 40 anni dell’incidente alla fabbrica Icmesa di Meda, che nel 1976, a causa di un guasto ad un reattore, libero’ nell’aria una nube di diossina che contamino’ diversi comuni della Brianza, tra cui in particolare Seveso. La cerimonia si e’ svolta al parco Bosco delle Querce, sorto nell’area piu’ contaminata, dopo che fu asportato il terreno inquinato. Il sindaco della cittadina, Paolo Butti, ha voluto premiare proprio qui – nel bosco simbolo di una citta’ che si e’ rialzata e ha lottato per l’ambiente – i cittadini che negli anni si sono distinti per il loro apporto al recupero di Seveso. “La Lombardia – ha sottolineato Maroni – e’ la Regione piu’ industrializzata d’Italia, fra i motori economici d’Europa, con un numero elevatissimo di imprese. Dobbiamo imparare da quanto successo nel 1976, per continuare a sviluppare un modello di manifattura sicura. E dobbiamo guardare al futuro con una sensibilita’ particolare all’ambiente. Stiamo portando avanti tante iniziative per tutelare il nostro ecosistema. Seveso in questo puo’ essere davvero un punto di riferimento”. Poi alle 12.37, orario in cui 40 anni fa la citta’ fu scossa dalla tragedia, a Seveso solo silenzio e il rintocco delle campane.
La fuoriuscita di diossina dallo stabilimento Icmesa di Meda e’ stato “uno dei piu’ gravi incidenti industriali mai verificatisi su scala mondiale”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha sottolineato in un messaggio inviato ad esattamente quarant’anni dal disastro ambientale al sindaco di Seveso, Paolo Butti. Un messaggio per esprimere “vicinanza” a chi ha “dovuto affrontare le drammatiche conseguenze di quell’incidente” ma anche riconoscenza verso chi si e’ impegnato per la bonifica e per far partire “una stagione nuova della vita della comunita’ locale”. “La vostra bonifica e ricostruzione – ha scritto Mattarella – ha interagito con una piu’ matura coscienza ecologica europea e l’ha condizionata positivamente. Di questo dovete essere orgogliosi. Oggi Seveso non suona piu’ soltanto come simbolo di un disastro, ma e’ punto di riferimento di un’economia e di una societa’ orientate verso la crescita sostenibile. Questo e’ l’orizzonte del nostro futuro”. Secondo il Capo dello Stato, “va tenuta viva la memoria” di quanto e’ successo “non solo per ricordare le tante sofferenze patite e i danni inferti alle persone e all’ambiente, ma anche perche’ le nuove generazioni possano far tesoro sia delle esperienze negative sia del percorso di ricostruzione che ora consente loro di guardare al futuro con maggiore fiducia”.