Un vertice durato quasi tre ore, ma senza risultati. L’incontro tra il presidente americano Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin ad Anchorage si è concluso con un nulla di fatto, lasciando il conflitto in Ucraina a un’escalation che si preannuncia tragica. L’esito del summit, definito “diabolico” dal commentatore Gianfranco D’Anna, è stato un totale fallimento per gli Stati Uniti, mentre il leader del Cremlino ottiene una chiara vittoria di immagine.
“Non c’è alcun accordo finché non c’è un accordo”, è la frase pronunciata da Trump che sintetizza perfettamente l’esito del vertice. In altre parole, l’invasione russa prosegue, il massacro dei popoli russo e ucraino non si arresta e la situazione è destinata a peggiorare. Un esito fallimentare che ha visto un Putin compiaciuto e sorridente in diretta televisiva, mentre Trump si è ritrovato con un pugno di mosche in mano.
L’incontro, che si è svolto in una sala con la scritta “Pursuing Peace”, è stato interrotto prematuramente dopo che i due leader non sono riusciti a raggiungere un accordo per un cessate il fuoco. La seconda parte dei colloqui, relativa agli accordi economici, è stata quindi annullata. Dopo una finta conferenza stampa senza domande, i due presidenti sono fuggiti letteralmente dalla sala, eludendo la raffica di domande della stampa internazionale.
Per Trump l’epilogo del summit è stato un fallimento. La sua iniziativa di invitare Putin a salire sulla sua limousine presidenziale, un gesto senza precedenti nella storia, non è bastata a mascherare il nulla di fatto. Un fallimento che i media di tutto il mondo, dalla stampa moscovita a quella americana, attribuiscono al tycoon.
Il Washington Post scrive che “Trump e Putin non segnalano alcun accordo concreto”, mentre il New York Times sostiene che il vertice “è praticamente finito prima di cominciare”. In Europa il Frankfurter Allgemeine Zeitung è il più impietoso, affermando che “il Presidente USA non riesce neanche a menzionare le parole tregua e cessate il fuoco e finisce col fare da spalla ad un Putin che incassa immagine e prestigio”.
Nel “day after” del summit di Anchorage, l’unico che sembra non aver ancora realizzato la portata della debacle è Donald Trump, che ha rilasciato un’intervista televisiva a Fox News, scaricando la responsabilità della mancata pace in Ucraina sul presidente Volodymyr Zelensky e sull’Europa.