Mentre i leader mondiali si radunano a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il conflitto israelo-palestinese domina l’agenda. L’Italia, per voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadisce la sua posizione: la soluzione dei due Stati è “l’unica” strada per la pace, ma non può esserci “alcun futuro” per Hamas a Gaza.
Tajani, intervenuto a una conferenza di alto livello convocata da Francia e Arabia Saudita, ha definito la situazione umanitaria nella Striscia “catastrofica”, sottolineando l’opposizione italiana all’occupazione e a qualsiasi idea di trasferimento della popolazione. Il titolare della Farnesina ha anche espresso forte disapprovazione per l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, condannando al contempo gli attacchi terroristici di Hamas. La strada verso la pace è ancora percorribile, ha affermato Tajani, ma richiede il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e il ripristino degli aiuti umanitari.
Mentre Francia e Regno Unito hanno annunciato all’Onu il riconoscimento dello Stato di Palestina, l’Italia mantiene una linea di cautela. “Riconoscere lo stato palestinese oggi non serve a granché”, ha ribadito Tajani, sostenendo che al momento non esistono le condizioni per un’entità statale pienamente operativa. Roma, in linea con Berlino, continua a sostenere la prospettiva dei “due Stati” senza però procedere al riconoscimento unilaterale. La decisione di Francia e Regno Unito, annunciata rispettivamente dal presidente Emmanuel Macron e dal premier Keir Starmer, è stata invece accolta con favore da Canada, Australia e Portogallo.
“Siamo entrati in un’epoca di sconvolgimenti sconsiderati e di incessante sofferenza umana. I principi delle Nazioni Unite che avete istituito sono sotto assedio, i pilastri della pace e del progresso stanno cedendo sotto il peso dell’impunità, della disuguaglianza e dell’indifferenza”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aprendo i lavori dell’80esima Assemblea Generale. “Nazioni sovrane invase, la fame trasformata in arma, la verità messa a tacere – ha aggiunto – Ognuno di essi è un avvertimento”.
L’Assemblea Generale, che celebra il suo 80° anniversario, non si concentra solo sul Medio Oriente. La guerra in Ucraina è un altro tema centrale, con l’Italia impegnata a discutere con i partner internazionali su come aumentare la pressione diplomatica su Mosca. Tajani ha ribadito il sostegno italiano a una “pace giusta e duratura” per Kiev, con adeguate garanzie di sicurezza sul modello dell’articolo 5 della NATO.
Un altro punto all’ordine del giorno è la riforma delle Nazioni Unite. L’Italia, in prima linea con il gruppo “Uniting for Consensus”, si oppone all’introduzione di nuovi seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza, promuovendo invece un organo più democratico e rappresentativo, in particolare per l’Africa e il Sud globale.
La premier Giorgia Meloni è arrivata a New York per partecipare all’Assemblea, dove terrà un discorso e avrà diversi incontri bilaterali. La sua presenza, insieme a quella di altri capi di Stato e di governo, segna un momento cruciale per la diplomazia globale.