Gli Stati Uniti revocano il visto al presidente colombiano Petro dopo un discorso a New YorkIl Dipartimento di Stato americano ha annunciato la revoca del visto al presidente colombiano Gustavo Petro, accusandolo di “azioni sconsiderate e provocatorie” durante una manifestazione a favore di Gaza a New York. In un post su X, il Dipartimento ha dichiarato che Petro ha “esortato i militari americani a disobbedire agli ordini incitando alla violenza”.
Petro, che ha già lasciato gli Stati Uniti per tornare a Bogotà, ha proposto la creazione di una forza internazionale “più grande di quella degli Stati Uniti” per risolvere la situazione a Gaza, un’iniziativa che, a suo dire, avrebbe già ottenuto il sostegno dell’Indonesia.
La decisione di Washington ha scatenato una dura reazione in Colombia, con politici e opinion leader che hanno criticato aspramente la condotta del presidente. L’ex presidente Iván Duque ha accusato Petro di “giocare con la dignità della Colombia e con 200 anni di rapporti con gli Stati Uniti”, mentre l’ex presidente Álvaro Uribe ha sottolineato che la misura è “diretta solo contro la figura di Petro e non contro la Colombia”.
Anche l’ex alleata di Petro, la candidata alla presidenza Claudia López, ha definito la sua apparizione a New York uno “show da agitatore” e ha accusato il presidente di aver “provocato Trump per ottenere una reazione” e presentarsi come vittima. Dello stesso avviso anche il candidato presidenziale Juan Manuel Galán, che ha accusato Petro di aver “oltrepassato troppe linee rosse” arrivando a New York per “chiamare alla ribellione le forze armate statunitensi”.
L’associazione degli industriali colombiani (ANDI) ha espresso preoccupazione per le possibili “enormi conseguenze per tutti i cittadini”, mentre il candidato di destra Abelardo de la Espriella ha definito Petro “una vergogna nazionale e internazionale”.
In difesa del presidente è intervenuto il ministro dell’Interno Armando Benedetti, sostenendo che il visto avrebbe dovuto essere revocato al premier israeliano Benjamin Netanyahu e accusando gli Stati Uniti di prendersela con “l’unico presidente che ha avuto il coraggio di dirgli la verità in faccia”.