Il cantiere della legge elettorale è entrato ufficialmente nella fase operativa. Dopo il lungo vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, l’obiettivo di Giorgia Meloni è chiaro: presentare un testo base entro poche settimane, forse già prima del referendum sulla giustizia di marzo, per ottenere il primo via libera parlamentare entro l’estate.
L’orientamento della maggioranza è di abbandonare il sistema misto attuale per approdare a un proporzionale con premio di maggioranza.
- Abolizione dei collegi uninominali: Si punta a eliminare le sfide “faccia a faccia” che hanno caratterizzato le ultime elezioni.
- Soglia per il premio: Il premio di maggioranza scatterebbe per la coalizione che raggiunge il 40% dei voti (si valuta anche il 42%). L’obiettivo è garantire la governabilità senza però forzare la rappresentanza oltre i limiti di costituzionalità.
- Sbarramento: Dovrebbe restare al 3% per le liste singole, scoraggiando la frammentazione ma permettendo la sopravvivenza dei partiti medi.
Mentre Fratelli d’Italia spinge per accelerare, gli alleati chiedono rassicurazioni concrete:
- I Listini bloccati: Con la scomparsa degli uninominali, il potere di nomina si sposta sui listini. Lega e Forza Italia chiedono di definire fin da ora le quote di distribuzione del premio di maggioranza tra i partiti della coalizione.
- Il timore dei sondaggi: FdI frena sulla spartizione anticipata dei seggi “sicuri”. Nel partito della premier è ancora vivo il ricordo delle politiche 2022, quando i collegi vennero assegnati basandosi su sondaggi che poi si rivelarono imprecisi, sovrastimando la Lega e sottostimando FI rispetto ai voti reali.
- Meccanismo territoriale: Si discute di listini circoscrizionali per la Camera e regionali per il Senato, per rispettare il dettato costituzionale sulla base regionale di Palazzo Madama.
Uno dei punti di frizione riguarda la personalizzazione del voto:
- Niente Premier in scheda: Il nome del candidato premier non dovrebbe apparire sulla scheda elettorale (per evitare conflitti con l’attuale architettura costituzionale), ma verrebbe indicato nel programma di coalizione depositato al Viminale.
- Preferenze: Sebbene la premier si sia detta favorevole, c’è molto scetticismo sulla loro reale tenuta in Aula. Il rischio è che un eventuale voto segreto possa affossarle in favore dei listini bloccati, preferiti dai vertici dei partiti per mantenere il controllo sugli eletti.
Lo schema della riforma in sintesi
| Elemento | Stato della trattativa |
| Sistema | Proporzionale con premio |
| Soglia Premio | 40% – 42% |
| Soglia Sbarramento | 3% |
| Uninominali | Verso l’abolizione |
| Preferenze | In discussione (rischio voto segreto) |
| Premiato | Coalizione (non lista singola) |