Terzo giorno di “Epic Fury”: cade il quarto soldato USA. Borse in fiamme, il conflitto si allarga a Libano e Cipro. Rubio e Ratcliffe riferiscono al Congresso.
«Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata arriverà presto». Donald Trump sceglie i toni più crudi per descrivere l’andamento dell’operazione “Epic Fury”, giunta al suo terzo giorno di fuoco. Durante una cerimonia alla Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti ha rivendicato l’efficacia dell’offensiva contro Teheran, definendo l’azione militare «molto in anticipo sui tempi previsti» e non escludendo, per la prima volta in modo esplicito, l’impiego di forze di terra.
«Abbiamo distrutto la leadership in un’ora, quando avevamo programmato quattro settimane», ha dichiarato il Commander-in-Chief, sottolineando che la marina iraniana è già stata pesantemente colpita con dieci navi affondate. Trump ha poi chiarito la sua posizione sull’invio di soldati: «Non dirò che non ci saranno uomini sul campo. Ci saranno, se necessari».
Gli obiettivi fissati da Washington restano quattro:
- Smantellamento delle capacità missilistiche.
- Annientamento della marina.
- Impedire l’accesso all’arma nucleare.
- Stop al finanziamento del terrorismo regionale.
Il fronte si allarga: Libano e Cipro sotto scacco
Mentre il Pentagono conferma la morte di un quarto militare americano, il conflitto sta assumendo proporzioni regionali. Israele ha aperto un nuovo fronte in Libano con pesanti bombardamenti contro le postazioni di Hezbollah, innescando la fuga di migliaia di civili da Beirut. La tensione lambisce anche l’Europa: due droni sono stati intercettati sopra la base britannica di Cipro, mettendo in allerta le cancellerie dell’Unione.
In Kuwait si registra inoltre un grave incidente tecnico: tre jet statunitensi sono stati abbattuti dal “fuoco amico”, ma i piloti risultano miracolosamente in salvo.
Panico sui mercati, petrolio a +39%
L’escalation sta travolgendo l’economia globale. Le Borse europee hanno bruciato in una sola seduta 314 miliardi di euro, mentre i prezzi di petrolio e gas sono schizzati del 39%. Il timore di un blocco prolungato delle forniture energetiche e l’ingresso delle monarchie sunnite del Golfo nel conflitto spaventano gli investitori.
Il clima politico a Washington
Nonostante i proclami di Trump, il fronte interno appare spaccato. Un sondaggio Reuters/Ipsos rivela che solo un americano su quattro sostiene attivamente la guerra. I Democratici premono per una risoluzione che limiti i poteri bellici del Presidente, mentre il Segretario di Stato Marco Rubio e il direttore della CIA John Ratcliffe hanno tenuto un briefing d’emergenza con i leader del Congresso per illustrare i prossimi passi di un’operazione che, nelle parole di Trump, era «l’ultima chance» per fermare la minaccia missilistica iraniana verso l’America.