Escalation senza precedenti nel quinto giorno di “Epic Fury”: droni iraniani sulla sede diplomatica in Arabia Saudita. Trump: «È un’invasione degli Stati Uniti». Le truppe di Tel Aviv entrano nel Sud del Libano.
Il Medio Oriente è entrato in una fase di conflagrazione circolare. Nella notte, il conflitto ha superato il punto di non ritorno: uno sciame di droni suicidi lanciati dall’Iran ha centrato il complesso dell’Ambasciata statunitense a Riad, in Arabia Saudita. È l’evento che Washington temeva di più: l’attacco diretto a una sede diplomatica che Donald Trump ha già equiparato a «un’invasione del territorio nazionale americano».
Il Dipartimento di Stato conferma gravi danni strutturali all’ambasciata, pur precisando che non si registrano feriti tra il personale. La reazione della Casa Bianca è stata immediata: Trump ha promesso una risposta «con estrema risolutezza». Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno ordinato l’evacuazione d’emergenza di tutto il personale non essenziale da Giordania, Bahrein e Iraq, nel timore di un’ondata di attacchi “saturanti” contro obiettivi civili e militari americani in tutta la regione.
Israele oltre il confine: scatta l’operazione di terra
Mentre il cielo del Golfo è solcato da missili, il fronte nord di Israele si è spezzato. Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato ufficialmente che le IDF (forze di difesa israeliane) hanno ricevuto l’ordine di avanzare in territorio libanese.
- L’obiettivo: Occupare e controllare «ulteriori zone strategiche» nel Sud del Libano per creare una fascia di sicurezza e impedire il fuoco di Hezbollah contro le comunità di frontiera.
- La ritirata: Le prime notizie dal campo indicano che l’esercito regolare libanese si starebbe ritirando dalle proprie basi storiche per evitare il contatto diretto con le colonne corazzate israeliane in avanzata.
Decapitata la catena di comando iraniana
Sul fronte iraniano, il CENTCOM americano ha annunciato un successo tattico di rilievo: le strutture di comando e controllo delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) sono state dichiarate «ufficialmente distrutte». L’obiettivo è decapitare la catena di comando del regime, rendendo impossibile il coordinamento delle difese.
Contemporaneamente, bombardamenti di precisione hanno sventrato l’impianto nucleare di Natanz. Fonti internazionali parlano di «danni irreversibili» alle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, segnando un arretramento forzato delle ambizioni atomiche di Teheran.
Il Golfo sotto assedio
La stabilità delle monarchie arabe è ridotta al lumicino. Gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar sono stati investiti da massicce ondate missilistiche. A Doha, i sistemi di difesa hanno intercettato due missili balistici diretti verso il centro cittadino. La notte è trascorsa sotto il suono costante delle sirene da Tel Aviv ad Abu Dhabi, costringendo milioni di persone nei rifugi.