Nuovo messaggio audio di Baghdadi, dopo quasi un anno di silenzio: il leader dell’Isis incita i combattenti di Mosul e chiede attacchi in Arabia Saudita e Turchia. Se lo uccidiamo l’Isis e’ finito, dicono i curdi. Il ‘califfo’ sarebbe proprio nell’ultimo bastione iracheno, con l’esercito che avanza e che riferisce di avere eliminato ‘almeno 67′ jihadisti in un raid aereo sul nord della citta’. Unicef: su 20.700 sfollati soccorsi, 9.700 sono bimbi, e tutti hanno urgente bisogno di assistenza.
Al-Baghdadi sarebbe a Mosul, i curdi dicono che se viene ucciso, ‘sara’ il crollo dell’Isis’. I jihadisti resistono all’attacco concentrico delle forze irachene, mentre le milizie sciite filo-iraniane che partecipano all’offensiva affermano di avere conquistato 705 chilometri quadrati dall’inizio dell’operazione. L’Unicef rende noto che dalla citta’ sono riusciti a fuggire 17.748 persone, la meta’ dei quali minori sotto i 18 anni. E aggiunge un dato allarmante: ‘tre bambini sono stati usati come kamikaze, oltre ad altri 32 casi precedenti’. Il premier Abadi lancia un nuovo monito a Erdogan: ‘Se truppe di Ankara mettono piede in Iraq e’ guerra’.
L’Intelligence curda è convita che il califfo Abu Bakr al-Baghdadi sia ancora nella sua roccaforte Mosul e che la sua morte significherebbe la fine dello Stato Islamico (Isis) che aveva proclamato proprio dalla moschea principale del capoluogo iracheno nell’estate del 2014. E’ quanto ha detto Fuad Hussein, capo di gabinetto del presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno Massoud Barzani. “Informazioni d’intelligence che ci sono giunte da diversi fonti confermano che al Baghdadi è ancora a Mosul”, ha detto Hussein in un’intervista all’Indipendent, prima di aggiungere che “la sua eliminazione significherà il collasso definitivo dell’organizzazione” anche perchè il gruppo terroristico “non potrà scegliere un successore del suo peso”. Secondo Hussein, “negli ultimi mesi Al-Baghdadi ha tenuto un profilo molto basso dopo l’uccisione di numerosi comandanti dell’organizzazione sia in Siria che in Iraq”.
I quindici membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno denunciato l’uso di scudi umani da parte dello Stato islamico (Isis) nella battaglia di Mosul, la seconda città dell’Iraq che le forze governative stanno liberando dal gruppo terroristico. Dopo una riunione a porte chiuse, il Consiglio di sicurezza ha invitato tutte le parti che stanno combattendo a prendere le precauzioni necessarie per “proteggere i civili”, ha detto alla stampa il vice rappresentante del Senegal Gorgui Ciss. Un milione di civili sono intrappolati a Mosul, dove i jihadisti si preparano ad affrontare le forze irachene che in questo momento continuano ad avanzare all’interno della loro roccaforte. Circa 20.000 persone sono state evacuate dall’inizio delle operazioni il 17 ottobre scorso, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.