‘Le email di Hillary sono diventate una controversia politica. Io la conosco e credo in lei’. Barack Obama difende la candidata democratica e ricorda che l’Fbi ha gia’ detto in precedenza che ha commesso degli errori, ma anche che non c’e’ niente di perseguibile. Ammette che ‘e’ stata un’ingenua’ e avverte: ‘Attenti a Trump’. Il candidato repubblicano ha invitato gli elettori che hanno usato il voto anticipato per Hillary a cancellarlo e ad esprimere la preferenza per lui. Tutta concentrata sugli ‘swing states’ l’attenzione dei sondaggisti, poiche’ sono considerati in bilico tra repubblicani e democratici con uno scarto minimo, sono quelli decisivi.
Il presidente americano Barack Obama è tornato a chiedere agli elettori americani di votare per la candidata democratica Hillary Clinton evitando di dare la loro preferenza al repubblicano Donald Trump, visto che è in gioco il “destino della repubblica”. Obama lo ha detto in un comizio a Chapel Hill, in North Carolina. “Abbiamo la possibilità di eleggere il primo presidente donna […] abbiamo la possibilità di scrivere la storia”, ha detto Obama ricordando che “se vince in North Carolina,vince le elezioni”.
Se il candidato repubblicano alla presidenza venisse eletto alla Casa Bianca sarebbe a rischio la repubblica negli Stati Uniti, ha detto il presidente Barack Obama. “Io sono ovviamente di parte, sono un democratico. Ne sono consapevole. Ma noi non dobbiamo mettere prima i democratici o i repubblicani. Dobbiamo mettere prima l’America. E dobbiamo pretendere determinati standard di comportamento dai nostri leader”, ha esortato Obama citando la mancanza di rispetto di Trump per le donne e il fatto che abbia accettato il supporto di membri del Ku Klux Klan. “Io ho corso contro John McCain, ho corso contro Mitt Romney pensando che sarei stato un presidente migliore di loro ma non ho mai pensato che la repubblica fosse a rischio con la loro elezione”.
“Il destino del mondo e’ traballante e voi, Carolina del Nord – ha esortato Obama – dovete assicurare che si muova nella giusta direzione. Non vorrei mettervi sotto pressione ma rischiamo di perdere le elezioni se perdiamo la Carolina del Nord” il prossimo 8 novembre. L’ultimo sondaggio della Quinnipiac University indica per la Clinton un leggero vantaggio con il 48% nella Carolina del Nord contro il 45% di Trump se si considera la corsa a due.
Lo considererà anche un uomo di “integrità, di principio e di buon carattere”, ma secondo Barack Obama il direttore dell’Fbi ha sbagliato quando venerdì 28 ottobre ha comunicato al Congresso il ritrovamento di email che potrebbero essere rilevanti nell’ambito dell’indagine – chiusa a luglio senza alcuna incriminazione – dell’uso di un indirizzo di posta elettronica e server privati quando Hillary Clinton era segretario di Stato. Ha sbagliato perché ha violato norme ormai consolidate nella polizia federale e nel dipartimento di Giustizia. Le stesse norme che l’estate scorsa hanno spinto l’Fbi a non fare passi che avrebbero reso pubblici due casi: uno riguardante le attività in Ucraina di Paul Manafort, l’ex presidente della campagna di Donald Trump; l’altro sulle relazioni tra Clinton e i donatori della fondazione di famiglia. Il nome di James Comey, Obama non lo fa. Ma il riferimento è chiaro. “Non agiamo con informazioni incomplete. Non agiamo alimentando fughe di notizie. Agiamo basandoci su decisioni concrete”, ha dichiarato il 44esimo Commander in chief in un’intervista a NowThis News. In riferimento all’indagine archiviata l’estate scorsa sul cosiddetto emailgate, Obama ha aggiunto che “la conclusione a cui era giunta l’Fbi, la conclusione del dipartimento di Giustizia, la conclusione di ripetute indagini del Congresso era che lei [Hillary] aveva sì commesso degli errori, ma che non c’era nulla per cui potesse essere incriminata”.
Se fino ad ora aveva lasciato al suo portavoce Josh Earnest il compito di intervenire sulla mossa controversa di Comey, escludendo che con essa il direttore dell’Fbi stesse “intenzionalmente cercando di influenzare l’esito delle elezioni”, è lo stesso presidente americano oggi a prendere la parola. E a dire la sua quando mancano sei giorni all’Election Day e mentre lui sta facendo il possibile per convincere gli elettori a votare per Clinton. Specialmente quelli afroamericani la cui affluenza nel voto anticipato è in calo, un brutto segno per la candidata democratica. “Anche se non si vota sul mio nome è in gioco la nostra eredità. Una eredità che non possiamo dare per scontata”, ha dichiarato in un’intervista radiofonica, rivolgendosi a coloro che hanno il suo stesso colore della pelle. D’altra parte Obama ha fiducia in Clinton e nella sua integrità anche se non sembrano pensarla così gli intervistati per il sondaggio condotto da Washington Post-ABC News, secondo cui l’ex first lady è indietro di 8 punti percentuali rispetto al rivale repubblicano in tema di onestà e affidabilità.
Le parole di Obama vanno ad alimentare ulteriormente le polemiche che ancora divampano dentro l’Fbi e il dipartimento di Giustizia, impegnati a lavorare insieme per analizzare il più velocemente possibile la mole di 650.000 email di Huma Abedin, l’assistente più fidata di Clinton, trovate sul pc dell’ex marito Anthony Weiner durante le indagini riguardanti l’invio di sms a sfondo sessuale da parte dell’ex deputato a una 15enne. E le parole di Obama contrastano con l’apparente neutralità fino al giorno prima mostrata dal suo portavoce. D’altra parte già nell’ottobre 2015 aveva stupito schierandosi apertamente dalla parte di Clinton sul caso emailgate: “Non credo che abbia posto un problema alla sicurezza nazionale”, disse parlando dell’uso dell’email privata da parte di Clinton quando era a capo della diplomazia Usa. Se sognava di godersi in tranquillità gli ultimi mesi del suo secondo e ultimo mandato, il presidente che ha fatto la storia (è il primo afroamericano alla Casa Bianca) farà di tutto per fare di nuovo la storia: per Hillary. Una sua vittoria colorerebbe di rosa lo Studio Ovale per la prima volta.