Il Cda dell’Alitalia ha chiesto l’accesso all’amministrazione straordinaria al termine dell’Assemblea dei soci, prendendo atto “della grave situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società”. I voli dell’Alitalia “non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista”, si legge nella nota diffusa al termine del Cda della compagnia, riunitosi dopo l’Assemblea che ha deciso di richiedere l’accesso all’amministrazione straordinaria.
E’ previsto verso le 17 il consiglio dei ministri che si occupera’ dei due decreti su ALITALIA, per la nomina dei commissari e per il prestito ponte, dopo che il cda della compagnia, riunitosi al termine dell’assemblea, ha deciso all’unanimita’ di presentare l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. I voli e le operazioni di ALITALIA non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista.
L’assemblea degli azionisti di Alitalia, ha preso atto “con grande rammarico” dell’esito del referendum tra i propri dipendenti, che ha di fatto precluso l’attuazione del rilancio e della ristrutturazione della societa’. I soci italiani ed Etihad, convinti del potenziale di crescita dell’azienda – si legge in una nota -, si erano resi disponibili a finanziare il piano industriale per 2 miliardi, attraverso forti investimenti e una riduzione dei costi strutturali che, per due terzi, non erano relativi al costo del personale. I soci avevano condizionato la disponibilita’ alla ripatrimonializzazione e al rifinanziamento ad un accordo con le organizzazioni sindacali, venuto meno con l’esito del referendum tra i dipendenti. Il Cda, riunitosi al termine dell’assemblea, preso atto della grave situazione economica, patrimoniale e finanziaria della societa’, del venir meno del supporto dei soci e dell’impraticabilita’, in tempi brevi, di soluzioni alternative, ha deciso all’unanimita’ – prosegue la nota – di presentare l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria come disposto dalla legge. I voli e le operazioni Alitalia non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista.
La nota diffusa da Alitalia al termine del cda e dell’assemblea sottolinea come “i soci italiani ed Etihad, convinti del potenziale di crescita dell’azienda, si erano resi disponibili a finanziare il piano industriale per 2 miliardi di euro, attraverso forti investimenti e una riduzione dei costi strutturali che, per due terzi, non erano relativi al costo del personale. I soci avevano condizionato la disponibilita’ alla ripatrimonializzazione e al rifinanziamento ad un accordo con le organizzazioni sindacali, venuto meno con l’esito del referendum tra i dipendenti”. Con i passaggi di oggi Alitalia si prepara all’arrivo dei commissari: la richiesta del cda sara’ presentata al Governo e l’istanza depositata al tribunale di Civitavecchia, competente territorialmente, per l’accertamento dello stato di insolvenza. Dal Governo e’ atteso il decreto che istituisce la procedura e nomina i commissari.
“I nomi dei papabili commissari di Alitalia che stanno circolando denotano che si sta trattando la questione con l’unico pensiero di liquidare l’azienda e riempire poltrone. Non emerge alcun ragionamento che ponga come obiettivo primario affrontare la crisi aziendale, disegnare un futuro per 12.500 dipendenti, senza considerare l’indotto. Ma un nome ci preoccupa anche più degli altri: Enrico Laghi”: lo dichiarano i deputati M5S delle commissioni Trasporti e Attività produttive. “Enrico Laghi, anche se non risulta ufficialmente nel Cda di Alitalia – si legge in una nota M5S – è il Presidente del Consiglio di Amministrazione di MidCo S.p.A. la società schermo di Cai (Compagnia aerea italiana) che detiene il 51% di Alitalia. Di fatto è MidCo (sussidiaria di Cai) ad operare effettivamente in Alitalia e a Laghi, essendo il Presidente del Cda, spettano le decisioni ultime. La sua è una nomina politica legata appunto all’ingresso di Poste Italiane”, sottolinea nella nota Davide Crippa deputato M5S in Commissione Attività produttive. “E il Governo Renzi è principale responsabile del disastro Alitalia: pur sapendo della svendita degli slots, operazione che avrebbe minato parte dell’equilibrio finanziario della nostra principale compagnia aerea, non ha fatto nulla per evitarlo anzi pur di chiudere l’accordo con Etihad l’ha apertamente avallato”.
“Laghi, da presidente del Cda di Midco con il suo 51% poteva intervenire già nel 2016, ma ha lasciato che la società andasse a gambe all’aria. Ricordiamo – dicono nella nota i deputati M5S – che Laghi negli ultimi 20 anni ha occupato circa 100 poltrone tra società pubbliche e private. Più decine di incarichi gestionali in cda vari. È stato definito il “re dei collegi sindacali”, amministrando disinvoltamente la crisi dell’Ilva ed essendo sindaco del collegio di Unicredit, poi grazie a questo ruolo finisce come presidente del cda di Midco spa, voluta per partecipare al “salvataggio”, virgolette d’obbligo, di Alitalia tramite Ethiad. Vediamo tutti come è finita. E non c’è bisogno di aggiungere altro”. “E l’altro nome chi è? Quello stesso Gubitosi – conclude la nota M5S – che è arrivato da poco, ha firmato un devastante piano industriale che è stato bocciato da quegli stessi lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Incommentabile”.