Al Palasport di Andria, presente il capo dello Stato Mattarella, i funerali di 13 delle 23 vittime dell’incidente ferroviario del 12 luglio scorso nelle campagne tra Andria e Corato. Le altre famiglie hanno scelto di celebrare le esequie in forma privata, le salme dei non pugliesi portate nelle citta’ d’origine. Circa 5.000 persone presenti alla funzione. Il vescovo Mansi: ‘non si pensa alla vita delle persone ma a convenienza e interesse, per troppi anni queste terre considerate come periferia d’Italia’. L’abbraccio del capo dello Stato ai familiari delle vittime.
Al Palasport di ANDRIA i funerali di 13 delle 23 vittime dell’incidente ferroviario in Puglia, officiata dal vescovo di ANDRIA, monsignor Luigi Mansi, in un palazzetto gremito di gente, senza neppure un posto a sedere. Piu’ di 5 mila persone hanno assistito alla funzione religiosa e reso l’ultimo saluto alle vittime innocenti del tragico incidente e per il quale padre Mansi durante l’omelia ha chiesto piu’ volte “perche’?”. Ricordando il passo del nuovo testamento e le parole di Gesu’ sulla croce: “Padre perche’ mi hai abbandonato”, ha ricordato anche il silenzio che segui’ a quella domanda. “Lo stesso – ha detto – nel quale sono stati avvolti coloro che hanno perso la vita in quello scontro fatale dei due treni. Ma al silenzio allora segui’, dopo tre giorni l’abbraccio del padre, e cosi’ avverra’ anche per i deceduti nello scontro fatale”. La messa e’ finita con un messaggio di cordoglio di Papa Francesco ai familiari delle vittime.
Un applauso commosso ha accompagnato l’uscita dei feretri che uno alla volta, dopo la conclusione della cerimonia funebre nel Palasport di ANDRIA, sono stati portati fuori. Dopo l’uscita di ogni feretro le migliaia di persone che sono nel palazzetto sono rimaste in silenzio totale. I parenti delle vittime si sono raccolti attorno alle bare dei loro cari e in prima fila, immobili, il capo dello Stato Mattarella, la presidente della Camera Boldrini, il ministro Delrio, il presidente della Regione Puglia Emiliano altri esponenti del governo, sindaci, il capo della Polizia Gabrielli.
Il sindaco di Andria, Nicola Giorgino, ha rivolto un appello al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Guardi ancora una volta – ha detto Giorgino – i familiari e le vittime, soffermi su di loro il suo sguardo sensibile e autorevole”. “Oggi – ha proseguito – lo sdegno prende il sopravvento. Ci aiuti, Presidente, a trovare il coraggio”. L’appello del primo cittadino e’ stato salutato da un lungo applauso delle circa cinquemila persone presenti che si sono alzate in piedi.
“Temiamo che per troppi anni e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell’Italia, quelle periferie alle quali il nostro Papa Francesco ha fatto tante volte riferimento”. Lo ha detto il vescovo di ANDRIA, mons.Luigi Mansi. “Speriamo che si sospenda questo fare – ha detto ancora – e che ci si occupi dei diritti di tutte le persone a cominciare dai piu’ deboli e fragili, a cominciare proprio dalle periferie”