PG CASSAZIONE: BASTA CON RIFORME EMOTIVE E FUORI SISTEMA
Evitare ogni regressione sui diritti umani e’ compito che si e’ dato la comunita’ internazionale, ricorda il primo presidente della Cassazione, Mammone, in apertura dell’anno giudiziario, che richiama al compito degli Stati di apprestare strumenti idonei per rispondere alla richiesta di tutela dei diritti. Il pg della Suprema Corte, Fuzio, lancia invece un allarme sul numero di magistrati finiti sotto inchiesta, perche’ ‘si indebolisce la fiducia dei cittadini’. Ricorda che non si puo’ delegittimare il pm, tantomeno il giudice che emette la sua decisione, e in tema riforme sottolinea che cessino interventi legislativi ‘emotivi’ e fuori da uno spirito di sistema.
Non arretrare sulla tutela dei diritti perche’ “compito degli Stati moderni” e’ “apprestare strumenti idonei per dare risposta alla richiesta di tutela che gli individui, cittadini e non”, avanzano “per i loro diritti”. E’ il monito con cui il primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, ha aperto il nuovo Anno giudiziario, mettendo in rilievo anche il ‘boom’ (+512,4%) di ricorsi in materia di protezione internazionale che hanno sommerso la Corte: una situazione che, come rilevato anche dal vicepresidente del Csm David Ermini, “rischia di diventare un’emergenza”. Nell’Aula Magna del ‘Palazzaccio’, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il tema dei diritti e delle garanzie e’ tornato piu’ volte al centro dei vari interventi: dall’avvocatura, con il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin, e’ arrivato l’appello alla politica di attuare riforme il cui “baricentro” sia sempre “ancorato alle garanzie e ai diritti non comprimibili, quale il diritto di tutti, ma soprattutto dei piu’ deboli, alla difesa”. Anche il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha richiamato la necessita’ che il sistema giustizia restituisca “centralita’ alle istanze e ai diritti dei cittadini, nei confronti dei quali la giustizia deve recuperare la sua credibilita’”, mentre Ermini, ricordando i recenti pareri critici del Csm sul decreto Sicurezza e sulla legge Anticorruzione, ha sottolineato la “particolare attenzione al rispetto dei valori costituzionali, dei diritti di liberta’ e delle garanzie dei singoli”. Sulle inaugurazioni dell’Annogiudiziario – domani le cerimonie si svolgeranno in tutte le Corti d’appello del Paese – aleggia, com’e’ ovvio, lo scontro che, da ieri, vede opposti i magistrati e Matteo Salvini, dopo la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno avanzata dal tribunale dei ministri di Catania in relazione al caso della nave Diciotti: “E’ necessario abbassare i toni, noi auspichiamo che si torni a una dialettica che rientri nei giusti canoni: la magistratura ha delle prerogative, noi rispettiamo quelle di tutti, ma chiediamo rispetto – ha dichiarato il presidente dell’Anm Francesco Minisci, al termine dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario – e sulla tutela dei diritti vogliamo poter fare serenamente il nostro lavoro, richiamando i principi della Costituzione”. Una posizione espressa in modo ancor piu’ netto dal leader degli avvocati penalisti, Gian Domenico Caiazza: “Sfidare in modo un po’ guascone, con l’occhio al consenso popolare spiccio, non mi sembra rispondere ai canoni di comportamento istituzionale di un ministro della Repubblica – ha osservato il presidente dell’Unione delle Camere penali – perche’ si puo’ rivendicare la correttezza del proprio operato senza mancare di rispetto alle istituzioni”.
Non sono pero’ mancati, nello stesso tempo, moniti alla magistratura: il pg di Cassazione Riccardo Fuzio, titolare, con il ministro Bonafede, dell’azione disciplinare per i magistrati, ha voluto lanciare l’allarme sulle “troppe toghe sotto inchiesta” poiche’ “cio’ determina un indebolimento della fiducia dei cittadini nell’indipendenza ed imparzialita’ della funzione giurisdizionale”. Un argomento su cui e’ intervenuto anche il numero due di Palazzo dei Marescialli: “E’ compito irrefutabile” dei “singoli magistrati e della magistratura nel suo complesso – ha detto Ermini – guadagnarsi ogni giorno, sul campo, unitamente alla fiducia dei cittadini nel cui nome sono pronunciate le sentenze, quel bene prezioso del governo autonomo voluto dalla Costituzione a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza dell’ordine giudiziario”. Sul fronte riforme, infine, il Guardasigilli ha annunciato che le modifiche del processo penale e di quello civile arriveranno a meta’ febbraio con un unico disegno di legge delega mentre gli operatori del settore sono tornati a chiedere risorse, assunzioni, e non “interventi a costo zero” e a rilevare come lo stop alla prescrizione dalla sentenza di primo grado – riforma approvata nel ddl ‘Spazzacorrotti’ ma che entrera’ in vigore nel gennaio 2020 – da solo non basta e va inserito in un quadro piu’ ampio di interventi per far fronte all’annoso problema dell’eccessiva durata dei processi.