APPELLO DI DE RAHO. ALLARME DELLE TOGHE SU CLAN E ISIS
La politica non accetti i voti dei mafiosi. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e’ entrato a gamba tesa nella campagna elettorale. Lo ha fatto da Reggio Calabria all’inaugurazione dell’anno giudiziario, presente il ministro dell’Interno Marco Minniti. De Raho a chi si candida alla guida del Paese ha chiesto di fare di piu’ “nei confronti della criminalita’ organizzata”. Dalla cerimonia di Milano viene l’allarme per il terrorismo islamico perche’ ‘lo stato della minaccia terroristica jihadista rimane assai elevato in Italia’.
La politica non accetti i voti dei mafiosi. In piena campagna elettorale e’ stato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho a lanciare l’appello a chi e’ pronto a candidarsi. Lo ha fatto da Reggio Calabria, intervenendo alla inaugurazione dell’anno giudiziario, nella cerimonia alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Interno Marco Minniti. De Raho ha rivendicato “il fortissimo livello di efficacia” raggiunto nel contrasto alle mafie,incassando il ringraziamento del responsabile del Viminale per il lavoro svolto. Ma a chi si candida alla guida del Paese ha chiesto di fare di piu’: “nei confronti della criminalita’ organizzata la politica deve assumere il medesimo atteggiamento scelto dalla Chiesa, con la scomunica dei mafiosi. Dire cioe’ a chiare lettere a chi si avvicina per offrire voti e protezione: ‘voi siete esclusi dalle nostre scelte'”.
La minaccia rappresenta dalle varie mafie, sempre piu’ feroci fuori dai loro territori tradizionali, e che vogliono mettere le mani sulla ricostruzione nei luoghi colpiti dal sisma, e’ stato uno dei temi affrontati nelle cerimonie che si sono tenute in tutte le Corti d’appello. E il ministro della Giustizia Andrea Orlano ha scelto di essere presente a Catanzaro, proprio per dare un segnale a “un territorio fortemente piagato dalla presenza della criminalita’ organizzata”. Tra le regioni che stanno diventando sempre piu’ terreno di conquista della criminalita’ organizzata c’e’ certamente il Lazio. Un’emergenza che ha fatto parlare il Pg di Roma Giovanni Salvi di una minaccia potenzialmente “mortale” per la tenuta della legalita’. Alle infiltrazioni delle mafie storiche “si accompagnano nuove organizzazioni, su base etnica o che sfruttano la particolarita’ della struttura sociale, economica e politica della capitale e la debolezza della struttura politica”, ha avvertito il Pg , che ha colto l’occasione anche per ribadire l’impegno per l’accertamento della verita’ sull’omicidio di Giulio Regeni. Fa paura anche la mafia del Gargano, che con gli efferati omicidi dell’ultimo anno, ha dimostrato “una ferocia oltre ogni limite”, come ha evidenziato il Pg di Bari Anna Maria Tosto. In Umbria non c’e’ ancora una “stabile e radicata presenza di forme di criminalita’ organizzata di tipo mafioso”, ma si teme che i clan vogliano trasformare la ricostruzione post sisma in un grande affare. Non si e’ nascosto dietro un dito il Pg di Perugia, Fausto Cardella: i lavori per la ricostruzione “rappresentano sicuramente un obiettivo appetibile per le organizzazioni criminali di qualunque tipo”. Da Milano e’ risuonato invece l’allarme piu’ forte per un’altra emergenza,il terrorismo islamico. “Lo stato della minaccia terroristica jihadista rimane assai elevato nel nostro Paese- ha avvertito il Pg Roberto Alfonso – la sollecitazione a colpire l’Italia e’ stata avanzata dai vertici dello Stato islamico in vari proclami ma e’ confermata dalle inchieste”. Piu’ “politico” l’intervento del Pg di Palermo, Roberto Scarpinato, che se l’e’ presa con il job act: “il tentativo di modificare i contenuti della Costituzione, respinto in sede referendaria – ha detto – viene continuato con leggi come quella sulla precarizzazione del lavoro. Un lavoro talmente sottopagato da assicurare solo una sopravvivenza ai limiti della poverta’”.