Sette tentativi di chiamate satellitari provenienti dal sottomarino argentino disperso nell’Atlantico sono state registrate tra le 10 del mattino di sabato e le 3 del pomeriggio. Lo rendono noto i media locali citando il Ministero della Difesa argentino. Al momento si sta lavorando per cercare di utilizzare i segnali per determinare la posizione del sottomarino disperso al largo della Patagonia.
Il sottomarino dell’Armata navale argentina “Ara San Juan”, scomparso mercoledi’ scorso con 44 persone a bordo, ha tentato ieri di mettersi in contatto con diverse basi dell’esercito. Lo riferisce un comunicato del ministero della Difesa, rilasciato nella tarda serata di ieri, secondo cui sono stati registrati sette tentativi falliti di chiamata satellitare realizzati con ogni probabilita’ dal sommergibile tra le ore 10.52 e 15.42. L’esercito argentino, riferisce il quotidiano “La Nacion”, si e’ avvalso della collaborazione di una societa’ statunitense specializzata nell’identificare l’ubicazione precisa dei segnali satellitari.
Esattamente l’ultima posizione rilevata si trova a 240 miglia nautiche (432 chilometri) dalla costa. Le autorita’ navali suppongono che il sottomarino della classe TR-1700, di fabbricazione tedesca potrebbe aver registrato un problema energetico e per questo si sarebbero interrotti improvvisamente i contatti radio con la Base navale del porto General Belgrano. Le operazioni di ricerca sono iniziate nelle prime ore della giornata del 16 novembre e, secondo quanto riferito dalla Marina militare, coinvolgono la nave corvetta “Rosales”, il distruttore “Sarandi’” che dispone di un elicottero a bordo, un aereo Turbo Tracker ed un B200 dell’aeronautica.
Nei giorni scorsi la Gran Bretagna, che dispone di una intera flotta dislocata nelle Isole Falklands, sulla cui sovranita’ permane la disputa con l’Argentina, ha offerto aiuto logistico e scambio di informazioni. Allo stesso modo, anche le autorita’ navali cilene e brasiliane hanno offerto il loro aiuto nelle ricerche. Il sommergibile San Juan era stato sottoposto a una revisione completa nell’anno 2008, un procedimento complesso che ha richiesto due anni di lavori e l’adeguamento dei cantieri navali del “Complesso industriale navale argentino” (Cinar). Secondo un comunicato diffuso all’epoca della revisione, i lavori di riparazione e mantenimento avrebbero esteso la vita del sottomarino per altri 30 anni.