A 48 ore dal Consiglio Federale della Figc convocato una settimana dopo la mancata qualificazione degli azzurri al Mondiale il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio sembra arrivato al capolinea. Il numero uno di Via Allegri sembra intenzionato a resistere fino all’ultimo ma rischia di non avere più la maggioranza in Consiglio. Oltre all’opposizione dell’Assocalciatori, anche la Lega Pro, per parola del suo presidente Gabriele Gravina, vuole andare a nuove elezioni e in più potrebbe mancare anche l’appoggio di un consigliere della Lega dilettanti. Tavecchio in ogni caso non avrebbe più la possibilità di portare avanti un vero piano di rilancio del calcio italiano.
Nelle ore decisive della sua presidenza, alla vigilia di un consiglio federale dagli esiti tutt’ora imprevedibili (“sfiducia” con i calciatori e la Lega Pro che si sfilano e quindi probabile commissariamento da parte del Coni, dimissioni per gestire la nuova assemblea elettiva o prosecuzione del mandato, questa ovviamente la sua soluzione preferita), Carlo Tavecchio, provato dopo le due gare con la Svezia e i giorni di assedio, appare sull’orlo della resa: i suoi piu’ stretti collaboratori gli indicano nelle dimissioni la strada migliore per uscire dal momento piu’ buio della sua gestione. Ma il presidente ribatte che vorrebbe tentare ancora di resistere.