Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’invio della fregata multiruolo Fasan della Marina militare per soccorrere la “Flotilla”, una spedizione di imbarcazioni umanitarie con a bordo anche cittadini italiani, attaccata da droni non identificati mentre era in rotta verso Gaza. L’operazione, coordinata con la premier Giorgia Meloni, è stata comunicata anche a Israele. “Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla Flotilla,” ha dichiarato Crosetto in una nota, “ho autorizzato l’intervento immediato della fregata Fasan.” L’intervento è scattato alle 3:50 del mattino, e la nave, che si trovava a nord di Creta, è già in rotta verso l’area.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’invio della fregata multiruolo Fasan della Marina militare per soccorrere la “Flotilla”, una spedizione di imbarcazioni umanitarie con a bordo anche cittadini italiani, attaccata da droni non identificati mentre era in rotta verso Gaza. L’operazione, coordinata con la premier Giorgia Meloni, è stata comunicata anche a Israele. “Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla Flotilla,” ha dichiarato Crosetto in una nota, “ho autorizzato l’intervento immediato della fregata Fasan.” L’intervento è scattato alle 3:50 del mattino, e la nave, che si trovava a nord di Creta, è già in rotta verso l’area.
L’attacco è avvenuto con l’utilizzo di droni, ma gli autori rimangono al momento sconosciuti. La Flottiglia, che si autodefinisce “Sumud Flotilla”, aveva l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, dove la situazione è stata definita “insostenibile” anche dalle Nazioni Unite.
L’attacco ha scatenato un’ondata di reazioni politiche in Italia e all’estero. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha attaccato duramente la presidente del Consiglio Meloni, affermando: “È un attacco deliberato al nostro Paese, Meloni non può tacere”. Il PD ha anche partecipato a una mobilitazione a sostegno della Flottiglia, chiedendo al governo di “garantire la sicurezza” dei connazionali e di “protestare formalmente” con il governo israeliano.
Anche il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso la sua preoccupazione, chiedendo al governo di “offrire interventi pronti” e “misure concrete per garantire la massima protezione dei cittadini italiani.” Conte ha criticato il governo per continuare a considerare Netanyahu un alleato nonostante la situazione.
Fratelli d’Italia, in risposta, ha definito le proteste delle opposizioni in parlamento una “sceneggiata” e un “copione che dimostra solo la loro irresponsabilità”, accusandoli di usare la situazione per “propaganda”.
A livello internazionale, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto la cessazione degli attacchi e un’indagine “indipendente, imparziale e approfondita”. Anche la portavoce della Commissione UE, Eva Hrncírová, ha ribadito che “la libertà di navigazione in base al diritto internazionale deve essere rispettata” e che “nessun attacco con droni, nessun sequestro né uso della forza contro la Flotilla è accettabile.”
Nel frattempo, la Farnesina ha denunciato un “mail bombing” massiccio, ovvero l’invio di migliaia di false email, che ha ostacolato il lavoro dell’Unità di Crisi. L’attacco informatico è stato innescato da un centro sociale, secondo il Ministero degli Affari Esteri, e ha avuto l’effetto di rallentare le comunicazioni con i cittadini italiani a bordo delle imbarcazioni. L’episodio è stato segnalato all’autorità giudiziaria.
La CGIL, che ha partecipato al presidio a Montecitorio, ha condannato gli attacchi e ha ribadito le sue richieste al governo italiano, tra cui il riconoscimento dello Stato di Palestina e l’interruzione degli accordi militari e commerciali con Israele. La nota del sindacato si è conclusa con un’ulteriore e netta presa di posizione: “in caso di ulteriori attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni o dei materiali, è pronta a proclamare con la necessaria tempestività lo sciopero generale.”
“Siamo impegnati e stiamo lavorando in queste ore a una proposta di mediazione con Israele e con l’aiuto del governo di Cipro. Se accettata, questa proposta permetterà di far arrivare gli aiuti della Flotilla ai palestinesi”. Lo afferma in un’intervista a Il Resto del Carlino, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Il piano – aggiunge – prevede la consegna degli aiuti a Cipro, da dove verrebbero trasferiti al Patriarcato latino di Gerusalemme; a quel punto verrebbero trasferiti in Israele, con la garanzia del governo israeliano di farli arrivare a Gaza”. “L’Italia – afferma ancora – vuole il riconoscimento della Palestina perché la nostra scelta è che bisogna costruire 2 Stati per 2 popoli, israeliani e palestinesi. Il riconoscimento siamo pronti a farlo presto, ma non possiamo riconoscere uno Stato dove ci sia la presenza di Hamas: gli ostaggi, dunque, devono essere rilasciati e Hamas deve essere fuori da qualsiasi governo. Noi siamo sempre stati per la soluzione dei due Stati. Anche in questi giorni a New York lavoriamo per questo, per la pace e la ricostruzione a Gaza. Israele deve smettere di attaccare, deve fermarsi: siamo pronti ad approvare le sanzioni proposte dalla Commissione Ue e valutiamo possibili sanzioni finanziarie”. Sul fronte della guerra russo-ucraina, da Mosca arriva una gelata su ipotesi di pace o di tregua: il conflitto andrà avanti. “È ciò che abbiamo sempre detto – prosegue Tajani -: in questo momento la Russia non vuole la pace, ma alla fine si dovrà rendere conto che tutto ciò porterà noi a indurire le sanzioni. Del resto mi pare che pure la pazienza americana si sia esaurita”. In Europa, però, si moltiplicano le provocazioni russe. “Sono tentativi di testare le nostre reazioni. Non credo che Putin voglia la terza guerra mondiale. Credo invece che voglia rinforzare la sua posizione nell’area e cerca di vedere come reagisce l’Europa, come reagisce la Nato” conclude.