La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto un discorso incisivo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiarando senza mezzi termini che “pace, dialogo e diplomazia non vincono più”. L’intervento, durato 15 minuti, ha toccato temi cruciali, dalla situazione geopolitica ai diritti umani, lanciando un attacco diretto alla Russia e una dura critica a Israele, definendo inaccettabili le sue azioni a Gaza.
Meloni ha dipinto un quadro preoccupante dello stato attuale del mondo, segnato da 56 conflitti attivi, il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale. Un dato che, a suo dire, dimostra il fallimento della missione originaria dell’ONU. La premier ha definito l’organizzazione “disunita” e ha chiesto una riforma profonda, pragmatica e urgente, che la renda più agile, efficiente e trasparente. Ha ribadito la contrarietà dell’Italia alla creazione di nuovi seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza, una posizione condivisa con il gruppo “Uniting for Consensus”. L’obiettivo, ha spiegato, è trasformare il “Palazzo di Vetro” in una “Casa di Vetro”.
Il discorso ha riservato un duro affondo alla Russia, accusata di aver “calpestato” l’articolo 2 dello Statuto dell’ONU e di aver inflitto una “ferita profonda” al diritto internazionale con l’invasione dell’Ucraina. Al contempo, Meloni ha riservato parole severe per Israele, riconoscendo la legittimità della sua reazione all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma sottolineando che ha “superato il limite” del principio di proporzionalità, infrangendo le norme umanitarie e causando una “strage tra i civili”. L’Italia, ha confermato, voterà a favore di alcune sanzioni proposte dalla Commissione Europea contro Israele.

Sul conflitto israelo-palestinese, Meloni ha ribadito la posizione italiana a favore della soluzione “due Stati”, ma ha posto due “precondizioni irrinunciabili”: il rilascio immediato di tutti gli ostaggi israeliani e la rinuncia di Hamas a qualsiasi ruolo nel governo della Palestina. Ha sottolineato che “chi ha scatenato il conflitto non può essere premiato”.
Meloni ha affrontato anche il tema dei migranti, invitando la comunità internazionale a “contrastare il traffico di esseri umani” e criticando le Convenzioni internazionali che, a suo avviso, non sono più attuali e rischiano di tutelare i “criminali” anziché i “diritti umani”. Ha poi illustrato il Piano Mattei per l’Africa, ribadendo che l’Italia non ha “secondi fini” e che il suo unico interesse è la prosperità del continente, proponendo la conversione del debito dei Paesi africani in progetti di sviluppo. Infine, ha criticato il Green Deal, sostenendo che ha generato “modelli di produzione insostenibili” che “stanno portando alla deindustrializzazione molto prima che alla decarbonizzazione”, imponendo scelte che penalizzano i ceti sociali più deboli.