LEADER DEM, ‘NOI CONCRETI, LUI FA PROMESSE FANTASMAGORICHE’. L’ULTIMO STRAPPO DI MARONI, TAJANI OTTIMO PREMIER ‘SI’ ANCHE AL PRESIDENZIALISMO CON IL FEDERALISMO’
Difficile, secondo il leader di Fi Berlusconi, recuperare il rapporto con Renzi. L’ex premier dice di attendersi uno splendido risultato dal Centrodestra e Fi, e ribadisce di avere il suo candidato premier, “ma ancora non posso dire chi, ha un altissimo impegno, non vuole il suo nome nel tritacarne”. Il leader dem Renzi, intanto, rivendica la concretezza di quanto fatto dal Pd definendo ‘surreale’ Berlusconi, perche’ fa agli italiani promesse “fantasmagoriche”, dice Renzi. Casapound: ‘Pronti a sostenere un governo che dovrebbe avere un Salvini premier e un Bagnai all’Economia’.
Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni saluta con favore l’ipotesi di Antonio Tajani presidente del Consiglio in caso di vittoria del centrodestra. ‘Lo conosco. Gli sono amico e mi farebbe piacere se fosse lui, certamente, sarebbe un ottimo premier’, dice facendo un nuovo strappo alla linea di Salvini nella Lega. Anche sulla proposta di Berlusconi di un referendum sul presidenzialismo, Maroni dice: ‘E’ una vecchia battaglia del centrodestra del 1994, a me va bene se si affianca al federalismo’.
“Mi occupo di Lega e di centrodestra, lavoro perche’ gli italiani scelgano un governo di centrodestra a guida leghista. Tutto quello che accade fuori non mi interessa. Non vedo l’ora di essere messo alla prova, poi dal 5 marzo incontrero’ tutti”. Cosi’ il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo a una domanda in merito alle parole del leader di Casapound Simone Di Stefano che ha annunciato la volonta’ di sostenere un governo a guida Salvini.
“Pronto a parlare di programmi, da qui a domenica. Non ci sara’ nessun passo indietro e trovo sconcertante che tutto il tema della campagna elettorale sia quel che faccio io. Se pensate che passiamo l’ultima settimana a parlare del dopo, avete sbagliato destinatario”. Cosi’ risponde il segretario del Pd Matteo Renzi a chi gli domanda se sarebbe pronto a dimettersi da segretario in caso di sconfitta.